In Evidenza
Caso Moretti: rientro ambasciatore italiano legato a cooperazione giudiziaria
Dopo la scarcerazione decisa a Sion, l’Italia condiziona il ritorno dell’ambasciatore in Svizzera all’avvio di un coordinamento giudiziario concreto tra i due Paesi
Rientro ambasciatore italiano legato a cooperazione giudiziaria è la linea assunta dal governo italiano dopo la decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, indagato per la strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026.
La posizione è stata formalizzata nel corso di un incontro a Palazzo Chigi con l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, già richiamato a Roma nei giorni scorsi d’intesa con il Ministero degli Esteri. Alla riunione hanno partecipato anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli.
Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, è stato stabilito che il rientro dell’ambasciatore legato alla cooperazione giudiziaria avverrà solo a fronte dell’avvio di una collaborazione effettiva tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere. In particolare, l’Italia chiede l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune per accertare, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage.
La decisione segue la forte reazione istituzionale alla scarcerazione di Moretti, ritenuta ingiustificata dalle autorità italiane alla luce del rischio di fuga e dei tentativi di inquinamento delle prove contestati all’indagato prima dell’arresto.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la scelta della magistratura svizzera “inaccettabile”, sottolineando come la liberazione rappresenti un’offesa alla memoria delle vittime e ai feriti. In questo contesto, il rientro dell’ambasciatore italiano legato a cooperazione giudiziaria viene indicato come passaggio necessario per ristabilire un quadro di fiducia operativa tra i due Stati.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
