Primo Piano
Ultimatum su Hormuz: Trump minaccia l’Iran, Teheran rilancia
Stretto di Hormuz al centro dello scontro: rischio chiusura e attacchi alle infrastrutture. Verso una nuova escalation del conflitto
Ultimatum su Hormuz: Trump minaccia l’Iran, Teheran rilancia. Lo scontro tra Washington e Teheran si concentra sul controllo dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio, da cui passa circa il 20% delle forniture mondiali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato un termine di 48 ore per la riapertura completa dello stretto. In caso contrario, gli Stati Uniti colpiranno le centrali energetiche iraniane. L’ultimatum, annunciato nell’ambito dell’operazione “Epic Fury” avviata il 28 febbraio, scade nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo.
Teheran ha respinto la richiesta e ha rilanciato. I Pasdaran hanno avvertito che un eventuale attacco americano alle infrastrutture energetiche iraniane provocherà una risposta diretta contro gli asset statunitensi nella regione. Il comando operativo Khatam Al-Anbiya ha inoltre dichiarato che, in caso di attacco, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso fino alla ricostruzione delle centrali colpite.
La chiusura totale dello stretto aggraverebbe la crisi energetica globale, con ripercussioni immediate sui prezzi del carburante. Attualmente transitano solo alcune petroliere autorizzate dall’Iran, mentre il costo della benzina negli Stati Uniti si avvicina ai 4 dollari al gallone.
Le condizioni per una possibile de-escalation restano distanti. Washington chiede la riapertura dello stretto, limiti al programma nucleare e missilistico iraniano e la fine del sostegno a gruppi come Hezbollah, Hamas e gli Houthi.
L’Iran ha risposto con sei richieste: garanzie sulla fine del conflitto, chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, risarcimenti economici, cessazione delle ostilità su tutti i fronti, un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di operatori dei media considerati ostili.
Nel frattempo, gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare nell’area, con l’invio di oltre 2000 Marines e nuove unità navali. Secondo fonti citate dall’emittente israeliana Channel 12, un’eventuale operazione per riaprire lo stretto potrebbe durare settimane.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login