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Petrolio russo, vendite in aumento grazie alla guerra Iran
Il blocco nello Stretto di Hormuz rilancia la domanda da India e Cina. Nuove commesse per il trader azero Etibar Eyyub
Le vendite di petrolio russo registrano un’accelerazione nel contesto della guerra Iran, con nuovi sbocchi commerciali favoriti dal blocco delle forniture nello Stretto di Hormuz. A beneficiarne è anche il trader azero Etibar Eyyub, figura chiave nella rete di distribuzione del greggio verso i Paesi considerati vicini a Mosca.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Eyyub, già coinvolto nella gestione delle cosiddette “navi fantasma” finite nel mirino di operazioni francesi e attacchi di droni ucraini, è tornato a operare con nuove commesse. Il suo ruolo è centrale nella collocazione del petrolio russo rimasto invenduto dopo le sanzioni statunitensi contro la compagnia Rosneft, legate al conflitto in Ucraina.
Le restrizioni avevano spinto l’India a ridurre drasticamente le importazioni, lasciando sul mercato milioni di barili senza acquirenti. Ora, però, la situazione è cambiata: le raffinerie indiane e cinesi stanno assorbendo quei carichi per compensare le forniture interrotte nel Golfo Persico.
Gli Stati Uniti hanno concesso a New Delhi una deroga di 30 giorni per acquistare greggio russo, misura che potrebbe essere estesa anche ad altri Paesi. Una quota significativa di queste forniture è gestita proprio da Eyyub, incaricato insieme all’amministratore delegato di Rosneft, Igor Sechin, di trovare acquirenti per oltre 50 miliardi di dollari all’anno tra petrolio e carburanti.
“Non stiamo ancora stappando lo champagne perché nessuno sa dove ci porterà questa guerra”, ha dichiarato un alto funzionario di Rosneft. “Ma le nostre esportazioni sono aumentate in modo sostanziale in un periodo di tempo molto breve”.
Nelle ultime due settimane, l’India ha acquistato oltre 30 milioni di barili di petrolio con consegne previste tra questo mese e il prossimo. Ulteriori accordi sarebbero in fase di definizione, secondo fonti citate dal quotidiano americano. La maggior parte delle operazioni sarebbe riconducibile alla rete commerciale guidata da Eyyub.
Questi contratti riporterebbero le importazioni indiane ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina e contribuirebbero a ridurre l’eccesso di offerta, stimato in circa 150 milioni di barili, accumulato dopo lo stop delle vendite successive all’attacco a Kiev. “La Russia è pronta a garantire un aumento dell’offerta sul mercato”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Secondo fonti occidentali, la forte dipendenza di Mosca dalla rete logistica gestita dal trader azero rappresenta un elemento di vulnerabilità. Tuttavia, con lo Stretto di Hormuz ancora bloccato, il greggio russo continua a rappresentare una delle principali alternative per soddisfare la domanda globale.
Sul fronte interno, la Banca centrale russa ha reso noto che le riserve di asset internazionali – tra valute estere, oro e diritti speciali di prelievo – sono aumentate di un miliardo di dollari, pari allo 0,1 per cento, raggiungendo il 13 marzo quota 803,2 miliardi di dollari. L’incremento è attribuito in gran parte a una rivalutazione positiva dei fondi congelati a seguito delle sanzioni introdotte dopo l’inizio della guerra in Ucraina.
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(con fonte AdnKronos)

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