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Ultimatum Trump all’Iran: aprite lo Stretto di Hormuz o colpirò le centrali
48 ore per riaprire la rotta del petrolio, altrimenti attacchi alle infrastrutture energetiche
Ultimatum di Trump all’Iran sullo Stretto di Hormuz: colpire le centrali. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intimato a Teheran di riaprire completamente il passaggio entro 48 ore, avvertendo che in caso contrario verranno colpite le centrali energetiche del Paese. Il messaggio è stato pubblicato sul social Truth mentre la guerra entra nella quarta settimana.
Lo Stretto di Hormuz resta bloccato, con il traffico del greggio paralizzato e ripercussioni sui mercati e sui prezzi dei carburanti. La riapertura della rotta è diventata una priorità per Washington.
Nei giorni scorsi Trump aveva tentato senza successo di promuovere una coalizione internazionale per sbloccare il passaggio. Le dichiarazioni del presidente sono state altalenanti: da un lato il richiamo agli alleati della Nato, definiti “codardi”, dall’altro l’ipotesi di un intervento diretto degli Stati Uniti. Ora la posizione cambia e si traduce nella minaccia di un’escalation.
Secondo i dati di OpenInfraMap, l’Iran dispone di circa 110 impianti di gas e di una rete energetica che comprende anche centrali nucleari, solari, idroelettriche e termiche. Tra i principali siti figurano la centrale di Damavand, a circa 70 chilometri a sud-est di Teheran, quella di Shahid Salimi nella provincia di Mazandaran e la centrale di Shahid Rajai, a nord-est della capitale. L’unico reattore nucleare attualmente operativo sarebbe quello della centrale di Bushehr.
Fino a questo momento Trump aveva escluso attacchi diretti alle infrastrutture energetiche iraniane, sostenendo che la distruzione della rete elettrica avrebbe reso difficile la ricostruzione del Paese. Aveva inoltre bloccato ulteriori raid israeliani contro impianti di gas e petrolio dopo il bombardamento del giacimento di South Pars.
La situazione a Hormuz ha però modificato l’approccio. Le infrastrutture energetiche diventano ora un obiettivo nel giro di due giorni se Teheran non riaprirà lo stretto. Il blocco del passaggio resta lo strumento più efficace per l’Iran per incidere sul commercio globale del petrolio e sulle quotazioni.
Negli Stati Uniti l’aumento del prezzo di benzina e diesel pesa sull’economia, con il costo salito fino a sfiorare i 4 dollari al gallone.
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(con fonte AdnKronos)

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