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Hormuz, Germania e Regno Unito respingono la richiesta di Trump intervento Nato
Berlino e Londra escludono una missione Nato nello stretto. L’Unione europea valuta invece un possibile rafforzamento della missione navale Aspides
Hormuz, Germania e Regno Unito respingono la richiesta di Trump. Berlino e Londra hanno escluso il coinvolgimento della Nato nella gestione della sicurezza dello Stretto di Hormuz, al centro delle tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
“La guerra in Iran non ha nulla a che vedere con la Nato”, ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius durante una conferenza stampa. Kornelius ha ricordato che l’alleanza è un’organizzazione di difesa del proprio territorio e che non esiste alcun mandato per un dispiegamento nella regione.
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che ha affermato di non credere che la Nato possa assumersi responsabilità nello stretto. Wadephul ha aggiunto che, se la questione dovesse riguardare l’alleanza, verrebbe affrontata nei suoi organismi competenti. La Germania sostiene invece l’imposizione di sanzioni contro chi è ritenuto responsabile del blocco del passaggio commerciale.
No anche da parte britannica
Il primo ministro Keir Starmer ha spiegato che le iniziative allo studio per garantire la libertà di navigazione non sono pensate come una missione dell’alleanza atlantica.
Londra sta lavorando con partner europei, Paesi del Golfo e Stati Uniti a un piano per ristabilire il passaggio sicuro delle navi nello stretto. “Non sarà e non è mai stato pensato come una missione della Nato”, ha dichiarato Starmer, precisando che l’obiettivo è costruire una collaborazione tra più partner.
A Bruxelles, intanto, i ministri degli Esteri dell’Unione europea discutono possibili iniziative per la sicurezza della rotta marittima. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha indicato tra le opzioni la modifica del mandato della missione navale europea Aspides.
A livello europeo si valuta un modello simile all’accordo sul grano nel Mar Nero, pensato per garantire il passaggio sicuro delle navi lungo una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
Dall’Iran arriva intanto la posizione di Teheran. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resta aperto, ma non per i Paesi che hanno attaccato l’Iran.
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(con fonte AdnKronos)

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