Marattin: voteremo mozione Meloni se confermerà condizioni Medio Oriente
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Il segretario del Partito Liberaldemocratico chiarisce la posizione sulla Palestina e critica segnali di tensione sociale in Italia
“Voteremo mozione annunciata da premier Meloni su questione mediorientale se sarà quella che è stata anticipata”. Lo ha dichiarato Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, intervistato al Palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos.
Marattin ha spiegato che il partito condivide la linea indicata dalla premier: “Noi, prima della dichiarazione della premier, avevamo detto che riconoscere la Palestina ora sarebbe un errore, perché significherebbe premiare l’azione di Hamas. Il riconoscimento può avvenire solo dopo una sequenza precisa: rilascio degli ostaggi da parte di Hamas, fine delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e rimozione di Hamas da qualsiasi responsabilità di governo. Solo dopo questo sarebbe possibile riconoscere lo Stato palestinese”.
Il deputato ha sottolineato la serietà della politica: “Poiché la politica non è una sfida tra tifoserie, se la mozione conterrà quanto anticipato dalla premier, il Partito Liberaldemocratico la voterà”.
Marrattin: allarme per tensioni sociali
Marattin ha poi lanciato un avvertimento: “Sto vedendo segnali preoccupanti di odio sociale in Italia. La mia generazione non ha conosciuto periodi in cui ci si picchiava per opinioni diverse. Oggi, invece, si sente in tv che non ci deve essere contraddittorio, studenti che aggrediscono professori ebrei e un dibattito politico sempre più nervoso e violento verbalmente”.
“Politica e informazione dovrebbero fare il possibile per evitare che la diversità di opinione torni a essere motivo di violenza”, ha concluso.
Capitolo manovra: no a tasse sulle banche
Sul fronte economico, Marattin si è detto contrario a un contributo straordinario delle banche: “Già pagano Ires e Irap più alte delle altre aziende. Quando servono soldi, non si può sempre alzare le tasse a qualcuno”.
Secondo il segretario liberaldemocratico, la priorità dovrebbe essere la riduzione della spesa pubblica: “Negli ultimi 25 anni la spesa in consumi intermedi della pubblica amministrazione è cresciuta molto più dell’inflazione, a causa di inefficienza. Per tagliare le tasse non bisogna alzare le imposte, ma intervenire sulla spesa fuori controllo”.
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(con fonte AdnKronos)
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