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Budapest, maxi protesta contro Orbán alla vigilia del voto in Ungheria
Decine di migliaia in piazza degli Eroi per un concerto contro il governo. Slogan anti-russi e mobilitazione giovanile mentre si avvicinano le elezioni del 12 aprile 2026
Decine di migliaia di giovani hanno riempito la Piazza degli Eroi di Budapest e le vie circostanti in una manifestazione-concerto contro il governo di Viktor Orbán, alla vigilia delle elezioni che, per la prima volta in 16 anni, potrebbero mettere in discussione la sua permanenza al potere.
Secondo alcune stime i partecipanti hanno raggiunto quota centomila. Sul palco si sono alternati oltre cinquanta artisti e band in un evento di sette ore costruito attorno allo slogan “per smantellare il regime”.
La mobilitazione ha assunto anche una chiara connotazione politica, con riferimenti diretti alla guerra in Ucraina e ai rapporti tra il governo ungherese e la Russia. Tra gli slogan scanditi dai partecipanti, “Ruszkik haza!”, richiamo alla rivoluzione antisovietica del 1956 e oggi ripreso contro l’influenza di Mosca.
La partecipazione è stata particolarmente alta tra i giovani, molti dei quali al primo voto. “Sento nelle mie ossa che qualcosa cambierà”, ha dichiarato alla Bbc Fanni, presente insieme alla madre, aggiungendo di non considerare Péter Magyar la scelta ideale ma “l’unica chance” di cambiamento.
Magyar, ex esponente interno a Fidesz, ha rotto con Viktor Orbán due anni fa ed è oggi alla guida di Tisza, formazione di centrodestra che i sondaggi indicano in vantaggio e che punta su una linea più europeista e anticorruzione.
La mobilitazione giovanile appare uno dei dati più significativi della vigilia elettorale. Un recente sondaggio indica il 65% degli under 30 orientato verso Tisza, contro il 14% a sostegno del premier.
La manifestazione è stata seguita anche online da circa 100mila spettatori in streaming, mentre nella capitale si preparano gli ultimi appuntamenti della campagna: Magyar è atteso a Debrecen, nel nord-est del Paese, Orbán invece nella capitale.
Nel frattempo, il dibattito politico si intreccia con il sostegno internazionale al premier ungherese. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il proprio endorsement a Orbán, invitando gli elettori a sostenerlo e definendolo “un vero amico” e “un combattente”, sottolineando il suo operato su economia, immigrazione e sicurezza.
L’attenzione europea resta concentrata sull’esito del voto di domenica 12 aprile 2026, che potrebbe aprire una fase di transizione dopo 16 anni di governo Orbán. I sondaggi indipendenti indicano un vantaggio per l’opposizione guidata da Péter Magyar, ma il quadro politico resta incerto.
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(con fonte AdnKronos)

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