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Iran ironizza su Trump e apre all’Italia: “Pronti a sostituire gli Usa”
Post delle missioni diplomatiche iraniane dopo le critiche del presidente americano a Giorgia Meloni
L’Iran torna a ironizzare su Donald Trump e sulle sue dichiarazioni contro gli alleati europei, in particolare nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivando a proporsi provocatoriamente come possibile partner alternativo per l’Italia.
A far discutere è un messaggio pubblicato su X dalla missione diplomatica iraniana in Ghana, che si rivolge direttamente all’Italia: “Cara Italia, il vostro primo ministro ha difeso il Papa e perso un alleato a Washington. Vorremmo offrirci per occupare il posto vacante”.
Il tono è dichiaratamente sarcastico. Nel post si elencano le “qualifiche” dell’Iran, tra cui “7.000 anni di civiltà” e una passione condivisa per cultura e cucina. Non manca l’ironia anche su temi gastronomici: “L’unica cosa per cui Iran e Italia abbiano mai litigato è chi abbia inventato il gelato”, con riferimento al faloodeh persiano.
Sempre dalla stessa missione arriva un ulteriore messaggio in chiave umoristica, con riferimenti alla pasta italiana e alla “integrità territoriale degli spaghetti”, in una sequenza di battute che mescolano diplomazia e provocazione.
Non si tratta di un caso isolato. Anche altre rappresentanze iraniane sono intervenute dopo le parole di Trump, che aveva criticato Meloni arrivando a evocare scenari estremi legati a una possibile minaccia nucleare.
Dalla Thailandia, un’altra missione diplomatica ha replicato sottolineando il legame culturale con l’Italia, citando città come Roma, Milano, Venezia e Napoli e dichiarando apprezzamento per il calcio e la cucina italiana.
Sulla stessa linea anche l’ambasciata iraniana in Bulgaria, che ha respinto le affermazioni di Trump definendole “incredibili” e ribadendo che la politica di Teheran è improntata al rispetto delle nazioni.
Infine, dalla rappresentanza in Armenia è arrivato un attacco diretto al presidente americano, con un messaggio che lo invita a concentrarsi sui problemi interni degli Stati Uniti, tra cui sanità, povertà e debito pubblico.
Le prese di posizione, pur con toni ironici, si inseriscono in un contesto di tensione politica e diplomatica più ampio, segnato da dichiarazioni sempre più dure e da una crescente distanza tra Washington e diversi partner internazionali.
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(con fonte AdnKronos)

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