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Famiglia del bosco, perizia: “Cresce il disagio psicologico dei bambini”
Relazione depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila: criticità dopo il collocamento in casa-famiglia a Vasto
“Cresce il disagio psicologico dei bambini”. È quanto emerge da una relazione tecnica di nove pagine depositata martedì 14 aprile al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila nell’ambito del caso della famiglia Trevallion, i cui figli – Utopia Rose, Bluebell e Galorian – sono stati allontanati lo scorso novembre e collocati in una casa-famiglia a Vasto, in provincia di Chieti.
Il documento è firmato dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicoterapeuta Martina Aiello, consulenti di parte dei genitori, e analizza l’impatto del trasferimento sulla quotidianità dei minori. Secondo la relazione, l’inserimento nella struttura avrebbe determinato una “discontinuità profonda e repentina” rispetto alle abitudini precedenti, ritenute coerenti con i bisogni evolutivi dei bambini.
Tra gli aspetti evidenziati, particolare rilievo assume il cambiamento nel regime alimentare. I minori sarebbero passati da una dieta personalizzata, priva di carne e latticini e basata su alimenti naturali, a un’alimentazione definita standardizzata, con l’introduzione di prodotti industriali e zuccheri raffinati. Questo mutamento avrebbe generato disorientamento e, in alcune fasi emotivamente delicate, comportamenti descritti come compulsivi.
Criticità emergono anche sul piano del sonno. I consulenti segnalano difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti e contenuti ansiosi, elementi considerati indicatori di sofferenza psicologica e di una possibile difficoltà di adattamento. Viene inoltre sottolineato come l’introduzione della televisione nelle ore serali, assente nella precedente organizzazione familiare, abbia inciso negativamente sui ritmi sonno-veglia.
La relazione evidenzia anche un cambiamento nello stile educativo, passato – secondo i consulenti – da un modello basato sul dialogo a uno fondato su meccanismi di rinforzo e punizione, con effetti di confusione e incertezza nei minori.
Sul fronte delle attività quotidiane, si registra il passaggio da un contesto caratterizzato da attività all’aperto, contatto con la natura e responsabilità condivise a uno con maggiore utilizzo di dispositivi elettronici e una riduzione del gioco attivo. Anche il piano relazionale risulterebbe modificato, con la perdita dei legami precedenti e l’inserimento in un ambiente ritenuto poco omogeneo per età e bisogni.
Secondo l’analisi, non emergerebbero miglioramenti significativi nella socializzazione, uno degli elementi che avevano motivato l’intervento. La rottura delle abitudini familiari viene indicata come un fattore che incide sulla regolazione emotiva, sul senso di appartenenza e sulla costruzione dell’identità, con il rischio di uno “sradicamento affettivo”.
Nelle conclusioni, i consulenti parlano di una “condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva” e sollecitano un intervento urgente, indicando nel ripristino del nucleo familiare di origine la soluzione per ristabilire continuità affettiva e prevenire conseguenze più gravi sullo sviluppo dei minori.
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(con fonte AdnKronos)

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