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Tajani: siamo alleati Usa ma Italia non entrerà in guerra, nessun intervento a Hormuz
Il vicepremier ribadisce l’impegno per la libertà di navigazione e la difesa di Cipro, ma esclude il coinvolgimento diretto nella crisi Iran-Usa-Israele
L’Italia non intende farsi coinvolgere nella guerra in Medio Oriente: lo ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ad Agorà su Rai3. «Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra non riguarda un’area di interesse o competenza della Nato», ha sottolineato.
Tajani ha precisato che il nostro Paese rimane impegnato nella libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta antipirateria nelle zone più orientali. «Difendiamo Cipro, perché è un Paese europeo che è stato attaccato, e monitoriamo la Turchia, che deve essere protetta dalla Nato», ha aggiunto.
Il ministro ha ribadito che l’Italia non è in guerra e che nessuno ha chiesto un coinvolgimento diretto. Ha poi condannato le azioni dell’Iran, ritenute reazioni ingiustificate agli attacchi compiuti da Stati Uniti e Israele: «Colpisce Paesi che non c’entrano nulla con l’offensiva americana e israeliana».
Tajani ha descritto la difficoltà di individuare interlocutori affidabili a Teheran e ha sottolineato l’impatto dell’operazione israelo-americana sui leader iraniani, facilitata anche da informazioni fornite da reti interne anti-regime. Ha stimato che l’Iran potrà continuare a combattere con missili e droni solo per alcune settimane, precisando che la guerra continuerà ancora per un periodo limitato.
«L’Iran, con il suo programma nucleare, rappresenta una minaccia globale», ha aggiunto, sottolineando che non può comportarsi da gendarme del petrolio e bloccare lo Stretto di Hormuz, con conseguenze negative per tutti.
Sull’eventualità di un intervento italiano a Hormuz, Tajani ha escluso l’invio di fregate. «Significherebbe entrare in guerra: le navi hanno armi limitate, sarebbero vulnerabili di fronte ai missili e ai droni iraniani», ha spiegato. Per il ministro, la soluzione della crisi dello Stretto deve passare attraverso un percorso diplomatico guidato dalle Nazioni Unite. In questo contesto, Tajani ha ricordato che il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres sarà presente al Consiglio europeo per proporre possibili soluzioni.
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(con fonte AdnKronos)

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