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La strategia che adottano i russi a Severodonetsk è identica a quella messa in atto a Mariupol, non è cambiata. Prevede la totale distruzione della città, utilizzano l’artiglieria pensate per distruggere tutto e cercano spiragli per entrare e respingere i nostri militari. Inoltre, hanno la tattica di distruggere interi quartieri: ad esempio un carro armato russo distrugge un intero grattacielo di 5 piani, e così ha la visuale per procedere radendo tutto al suolo”. Lo racconta, in un’intervista esclusiva con l’Adnkronos, il sindaco e capo dell’amministrazione regionale di Severodonetsk Oleksandr Striuk.

“Non si fermano neanche alle case dei civili”, spiega il sindaco della città che è diventata ormai il cuore dello scontro. “I combattimenti sono feroci, sono in corso mentre parlo attacchi artiglieristici, la linea di contatto attraversa la città e può cambiare anche nel corso di una sola giornata“, rivela Striuk, che precisa: “Attualmente, il dominio e il controllo totale non ce l’ha nessuno dei due schieramenti“. La città, al contrario di quanto si è detto in questi giorni, “non è isolata – scandisce il sindaco – E’ vero che i ponti sono stati distrutti, ma dal punto di vista geografico, e anche grazie al meteo favorevole, in teoria potremmo attraversare il fiume. Possiamo ma il problema è che è pericoloso, quindi non si riesce a far evacuare i civili”.

I problemi dei cittadini “sono gravissimi: manca la corrente, la fornitura dell’acqua, del gas, e sono carenze che durano ormai da due mesi e mezzo. La situazione umanitaria è critica, c’è carenza di cibo, di beni di prima necessità. Le persone cercano di sopravvivere con quello che hanno e, a proprio rischio e pericolo, cercano di attraversare la città per recuperare qualcosa da mangiare o beni primari”. Difficile inquadrare lo stato d’animo degli abitanti, ma il sindaco ci prova: “Qualcuno vuole la pace, altri vogliono che venga ripristinato il controllo dell’Ucraina, molti sono partiti perché hanno perso tutto. La città di fatto è distrutta, ma la speranza non ci abbandona e non lo farà mai”.

Umanamente, spiega Striuk, “il momento più difficile per me è stato dover lasciare la città. Mentre ero là, sicuramente l’attacco al quartiere umanitario, ai nostri volontari. Vedere donne ferite, un ragazzo di 13 anni che rischiava di morire, attaccato dai missili. Una tragedia”. Fare previsioni è difficile e rischioso. “La situazione è molto tesa. Stiamo perdendo i nostri militari, anche i russi hanno perdite ingenti, ma loro continuano a mandare le loro riserve. Non è facile, ma non perdiamo la speranza”.

Infine, un messaggio agli italiani: “L’Ucraina si trova a difendere i valori democratici e storici europei. Solo grazie al sostegno dei paesi europei riusciamo a difenderci da questi barbari. So che è difficile per il pubblico europeo capire la situazione, ma devono sapere i russi non hanno bisogno di risultati, vogliono solo distruggere”, aggiunge.

(Ilaria Floris – AdnKronos)

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