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Iran respinge tregua Usa di 48 ore
Teheran rifiuta la proposta di cessate il fuoco, abbattuti jet americani mentre continuano raid e vittime in Iran e Libano
Iran respinge tregua Usa di 48 ore mentre la guerra entra in una nuova fase di tensione. La proposta americana è stata rifiutata da Teheran, secondo quanto riferito dall’agenzia semi-ufficiale Fars citando una fonte anonima.
Sul fronte diplomatico, anche i tentativi di mediazione appaiono fermi. Il Wall Street Journal riporta che gli sforzi di alcuni Paesi della regione, guidati dal Pakistan, si sarebbero arenati senza risultati concreti. Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri iraniano aveva chiarito che l’Iran accetterà solo una conclusione definitiva del conflitto, escludendo tregue temporanee.
La giornata si è chiusa con nuove esplosioni nella capitale iraniana, mentre sul terreno continuano le operazioni militari.
Un caccia F-15 dell’aeronautica statunitense è stato abbattuto sopra l’Iran. Uno dei piloti è stato recuperato dalle forze americane, mentre restano in corso le ricerche del secondo membro dell’equipaggio, che si sarebbe lanciato con il paracadute. Secondo un funzionario statunitense citato da Nbc, due elicotteri Usa impegnati nelle operazioni di soccorso sono stati colpiti dal fuoco iraniano, senza provocare feriti tra i militari a bordo.
Dall’inizio del conflitto, nessun soldato americano sarebbe stato ucciso o catturato in territorio iraniano, mentre si registrano 13 morti tra Kuwait, Arabia Saudita e Iraq.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso che l’abbattimento del jet possa influire su eventuali negoziati con Teheran. “No, assolutamente no. È la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato alla Nbc News. Nel corso della giornata, il team per la sicurezza nazionale si è riunito alla Casa Bianca, aggiornando costantemente il presidente sull’evoluzione delle operazioni.
In serata, la televisione di Stato iraniana ha rivendicato l’abbattimento di un secondo velivolo americano, un A-10, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Secondo la versione fornita da Teheran, l’aereo sarebbe precipitato nelle acque del Golfo dopo essere stato colpito dalla difesa aerea. In precedenza, il New York Times aveva riferito, citando due funzionari statunitensi, di un velivolo schiantatosi nella stessa area, il cui pilota sarebbe stato tratto in salvo.
Sul terreno, un raid aereo statunitense ha colpito il ponte di Karaj, vicino a Teheran, causando almeno 13 morti e 95 feriti, secondo Amirhossein Daneshkohan, direttore della Fondazione Alborz per i martiri e i veterani.
Tensione anche in Libano, dove tre caschi blu della missione Unifil sono rimasti feriti in un’esplosione avvenuta nei pressi di El Adeisse. Due di loro versano in gravi condizioni. La missione Onu ha riferito di non conoscere ancora l’origine dell’attacco, mentre le forze israeliane attribuiscono la responsabilità a Hezbollah, sostenendo che l’analisi della traiettoria indichi il lancio di un razzo da parte dei miliziani.
Sul piano internazionale, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso telefonicamente della crisi, chiedendo un cessate il fuoco immediato. Il Cremlino ha sottolineato la necessità di arrivare a un accordo che tenga conto degli interessi degli Stati coinvolti, avvertendo delle ripercussioni globali del conflitto, anche nei settori dell’energia, del commercio e della logistica.
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(con fonte AdnKronos)

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