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Guerra Ucraina-Russia, Kiev agli Usa: “Più pressione su Mosca come con l’Iran”
Raid e vittime nelle ultime 24 ore, mentre emergono piani russi per nuove zone cuscinetto
La guerra tra Russia e Ucraina continua senza tregua, mentre Kiev rilancia un appello diretto agli Stati Uniti affinché aumentino la pressione su Mosca.
Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, l’accordo raggiunto da Washington con l’Iran dimostra che “la risolutezza americana funziona” e può essere decisiva anche nel conflitto in corso. “È giunto il momento di mostrare sufficiente determinazione per costringere Mosca a cessare il fuoco e porre fine alla guerra contro l’Ucraina”, ha scritto sui social.
Sul campo, intanto, la situazione resta critica. Nelle ultime 24 ore almeno 13 persone sono state uccise e 77 ferite negli attacchi russi. Durante la notte, Mosca ha lanciato 176 droni contro il territorio ucraino: 146 sono stati intercettati dalle difese aeree, ma almeno 24 hanno colpito 12 località, causando danni e vittime.
Parallelamente emergono nuovi elementi di preoccupazione sul piano strategico. Kiev denuncia che le forze russe starebbero valutando la creazione di una zona cuscinetto nella regione di Vinnytsia, a partire dalla Transnistria, area separatista della Moldova dove si registra un’intensificazione delle attività militari russe.
Secondo il vice capo dell’ufficio del presidente ucraino, Pavlo Palisa, Mosca potrebbe aumentare significativamente la propria presenza militare nella regione, passando da circa 1.500 a 10.000 uomini. Tuttavia, al momento non ci sarebbero le condizioni operative per attuare il piano.
L’obiettivo principale della Russia resta il Donbass, almeno fino al 2026. Solo in presenza di condizioni favorevoli, Mosca potrebbe intensificare le operazioni anche sul fronte sud, lungo l’asse di Zaporizhzhia. Nel frattempo, continuano le attività per consolidare zone cuscinetto nelle regioni settentrionali di Kharkiv, Sumy e Chernihiv.
A preoccupare è anche la recente esercitazione militare russa in Transnistria, nei pressi di Tiraspol, con l’impiego di artiglieria e altri mezzi, in violazione degli accordi vigenti. Un segnale che, secondo Kiev, conferma il rischio di un allargamento del conflitto.
Sul fronte umano, la Russia ha confermato la morte di 16 cittadini del Camerun impegnati al fronte ucraino. Si tratta di combattenti stranieri reclutati nelle forze russe, spesso — secondo Kiev — con l’inganno, attraverso promesse di lavoro o istruzione poi trasformate in arruolamento forzato. Secondo le stime ucraine, sarebbero circa 1.800 i soldati africani coinvolti dall’inizio della guerra.
Il conflitto resta dunque aperto su più livelli: militare, strategico e diplomatico. E mentre Kiev chiede un cambio di passo agli Stati Uniti, sul terreno continuano gli attacchi e si moltiplicano i segnali di una possibile escalation.
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(con fonte AdnKronos)
