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Petrolio giù dopo tregua Usa-Iran, Trump attacca media Usa: “Fake news su Teheran”
Brent in calo del 16% dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, mercati in recupero. Trump si scaglia contro media Usa rei di aver pubblicato una nota di Teheran in cui rivendicano la vittoria che sarebbe però, secondo il tycoon una “fake news”
Prezzi del petrolio in brusco calo oggi, mercoledì 8 aprile, dopo l’annuncio della tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il Brent con consegna a giugno ha registrato un crollo di circa il 16%, scendendo intorno ai 92 dollari al barile, il livello più basso da metà marzo. Andamento simile per il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio. Il petrolio resta un indicatore chiave per l’inflazione e per le aspettative economiche globali.
La discesa dei prezzi arriva dopo settimane di tensione, durante le quali il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran aveva spinto le quotazioni verso l’alto. L’intesa annunciata dal presidente americano Donald Trump prevede una sospensione temporanea delle ostilità, subordinata alla riapertura “completa, immediata e sicura” del passaggio marittimo.
Lo stretto rappresenta una delle principali arterie per il commercio mondiale di petrolio e gas, e la sua riapertura ha immediatamente allentato le preoccupazioni sui mercati energetici. Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha confermato che il transito sarà garantito in sicurezza per la durata della tregua.
La distensione ha avuto effetti immediati anche sui mercati azionari asiatici. Il Nikkei 225 giapponese ha guadagnato circa il 5% nelle prime fasi di scambio, mentre l’S&P/ASX 200 australiano è salito del 2,6%. Più marcato il rialzo del Kospi sudcoreano (+5,9%), con l’Hang Seng di Hong Kong in crescita del 2,6% e lo Shanghai Composite in aumento dell’1,7%.
Scontro con i media americani: il presidente contesta una nota attribuita all’Iran
Sul piano politico e mediatico, la tregua è accompagnata da forti tensioni. Donald Trump ha attaccato duramente alcuni media statunitensi, accusandoli di aver diffuso una presunta dichiarazione del Supremo Consiglio della Sicurezza Nazionale iraniano che descriveva l’intesa come una vittoria di Teheran.
“La presunta dichiarazione diffusa da CNN World News è una frode”, ha scritto il presidente, sostenendo che il testo proverrebbe da un sito di fake news e non da fonti ufficiali. Trump ha rilanciato invece la posizione del ministro degli Esteri iraniano, dai toni più cauti e aperti al dialogo.
Il presidente ha chiesto il ritiro immediato della notizia e delle scuse, parlando di un’azione “estremamente pericolosa” in un contesto già delicato. I media coinvolti, però, non hanno fatto marcia indietro, e la nota continua a circolare alimentando lo scontro.
La tregua nasce così in un clima ancora instabile, tra segnali di de-escalation sul campo e una guerra di narrazioni che resta aperta.
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(con fonte AdnKronos)
