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Convoglio italiano colpito in Libano, Italia convoca l’ambasciatore israeliano
Un convoglio del contingente italiano in Libano è stato colpito da spari di avvertimento. L’Italia convoca l’ambasciatore israeliano per chiarimenti
Un convoglio logistico del contingente italiano in Libano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fermato e colpito da spari di avvertimento da parte delle forze israeliane. Nessun militare è rimasto ferito, ma uno dei veicoli è stato danneggiato. La colonna ha fatto rientro alla base.
A riferirlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Una colonna italiana dell’Unifil, che portava elementi a Beirut per il rimpatrio, è stata bloccata dalle IDF. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare». Tajani ha annunciato l’immediata convocazione dell’ambasciatore israeliano in Italia: «Appena uscito da quest’Aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni all’ambasciatore di Israele in Italia, per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano».
Il ministro ha sottolineato la criticità della situazione in Libano: «Purtroppo la tregua non esiste. Resta da vedere se si possa ricominciare a dialogare, ma i segnali attuali sono negativi. L’appello del nostro Presidente del Consiglio e di altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva».
L’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, è stato convocato alle 19.30 alla Farnesina.
Durissima la reazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Esprimo la mia più ferma protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale. Il convoglio, a circa due chilometri dalla base di partenza, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle IDF. La colonna ha immediatamente interrotto il movimento e fatto rientro in base. Solo lievi danni ai veicoli, nessun ferito».
Crosetto ha ribadito la necessità di protezione per il personale italiano: «È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a rischi da parte dell’esercito israeliano». Il ministro ha poi evidenziato il rischio per l’intera missione internazionale: «Il personale di Unifil opera in Libano in attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’Onu non può essere tollerata».
Crosetto ha concluso con un appello urgente alle Nazioni Unite: «Chiedo di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza, garantire la sicurezza del contingente italiano e del personale Unifil, e ribadire il rispetto del mandato e la protezione dovuta ai caschi blu. L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari».
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(con fonte AdnKronos)

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