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Referendum sulla riforma della giustizia: oggi il voto, affluenza al 14,92%
Seggi aperti fino alle 23 e domani fino alle 15, il dato supera quello del 2020
Si vota oggi, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e domani dalle 7 alle 15, per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia. Per esprimere il proprio voto è necessario presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale.
L’affluenza registrata alle 12 è del 14,92%. Il dato risulta superiore a quello del referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, quando alla stessa ora si era attestato poco sopra il 12%. Il confronto è ancora più netto con il referendum abrogativo del 2025, quando alle 12 aveva votato il 7,4% degli aventi diritto.
Il quesito sottoposto agli elettori riguarda la riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario. In particolare, si chiede di approvare il testo di revisione di diversi articoli della Costituzione, tra cui l’87, il 102, il 104, il 105, il 106, il 107 e il 110, relativo alle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
La riforma introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. I giudici e i pubblici ministeri, finora appartenenti allo stesso corpo, avranno due distinti Consigli Superiori della Magistratura, ciascuno con autonomia organizzativa e funzioni specifiche. Entrambi gli organi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica e composti per due terzi da magistrati estratti a sorte e per un terzo da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza.
Il testo prevede anche l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, un nuovo organismo composto da quindici giudici incaricati di valutare le questioni disciplinari riguardanti i magistrati. La composizione include membri nominati dal Presidente della Repubblica, altri estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e magistrati con almeno vent’anni di servizio. Il mandato ha durata di quattro anni e non è rinnovabile.
(foto: scheda referendum, © Ministero degli Interni Italia)
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(con fonte AdnKronos)

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