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Napoli: morte piccolo Domenico, due medici accusati anche di falso
Nuovi sviluppi sul caso Domenico Caliendo: due medici indagati anche per falso. Criticità gravi nella gestione del trapianto emerse dall’istruttoria regionale
Si apre un nuovo capitolo nell’indagine per omicidio colposo legata alla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Due dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati si trovano ora a dover rispondere anche dell’accusa di falso, alla luce di incongruenze rilevate nella cartella clinica.
Si tratta dei chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, per i quali la Procura di Napoli ha avanzato richiesta di misura interdittiva, con la sospensione dall’esercizio della professione medica.
Nei giorni scorsi, la Regione Campania ha reso noti i risultati dell’istruttoria condotta dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute, evidenziando criticità più gravi rispetto a quanto inizialmente emerso. Tra gli elementi segnalati figurano protocolli non aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi, il mancato utilizzo di dispositivi già disponibili, una formazione del personale ritenuta inadeguata e un clima interno fortemente compromesso, precedente al 23 dicembre 2025.
Sono stati inoltre riscontrati ritardi significativi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. Secondo quanto riferito, l’insieme di questi fattori delineerebbe una problematica organizzativa sistemica già presente prima dell’evento.
Alla luce di tali elementi, il presidente della Regione ha disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale, previsto dalla legge regionale n. 20 del 2015, incaricandolo di effettuare un’ispezione straordinaria sull’AORN dei Colli.
La struttura ispettiva, che potrà avvalersi anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, avrà il compito di verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda sanitaria, accertando se le condizioni che hanno reso possibile il decesso fossero già note o prevedibili e se siano state adottate le misure ritenute più adeguate.
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(con fonte AdnKronos)

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