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Iran, Israele annuncia l’uccisione in un raid a Teheran del ministro Khatib
Colpito il capo dell’Intelligence iraniana, conferma del ministro della Difesa israeliano Katz
Un nuovo duro colpo è stato inflitto all’Iran: Israele ha reso noto oggi, 18 marzo, di aver ucciso il ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib in un attacco mirato condotto a Teheran. A confermare l’operazione è stato il ministro della Difesa Israel Katz, che ha parlato durante una riunione di valutazione della situazione alla presenza del vicecapo di Stato maggiore, generale Tamir Yadai, del capo dell’Intelligence militare, generale Shlomi Binder, e di altri alti ufficiali.
In una comunicazione diffusa dall’Idf si evidenzia il ruolo di Khatib nella repressione delle recenti proteste interne, con arresti e uccisioni di manifestanti, oltre al coinvolgimento in attività contro cittadini israeliani e americani in diversi Paesi. Secondo quanto riportato, avrebbe inoltre agito contro la popolazione iraniana durante le proteste seguite al caso Mahsa Amini tra il 2022 e il 2023. Nel messaggio si sottolinea anche che il ministero dell’Intelligence iraniano dispone di capacità avanzate e coordina attività di sorveglianza, spionaggio e operazioni clandestine a livello globale.
L’uccisione di Khatib si inserisce in una serie di operazioni che, negli ultimi giorni, hanno colpito numerosi esponenti di vertice iraniani. Tra questi figura anche Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza nazionale, eliminato il giorno precedente. Nel complesso, sarebbero almeno una dozzina i funzionari di alto livello uccisi nell’ambito dell’operazione congiunta avviata da Stati Uniti e Israele, con l’obiettivo dichiarato di neutralizzare la minaccia rappresentata da Teheran e, secondo il premier Benjamin Netanyahu, favorire anche un possibile cambio di regime.
Tra le figure colpite in precedenza viene indicato anche l’Ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran dal 1989, morto il 28 febbraio in un raid aereo che ha interessato il complesso residenziale nel centro di Teheran, insieme a cinque membri della sua famiglia. L’offensiva, che prende di mira comandanti militari e rappresentanti politici, prosegue dunque con l’eliminazione dei principali vertici della Repubblica islamica.
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(con fonte AdnKronos)

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