La mini tregua annunciata da Trump tra Russia e Ucraina smentita dai fatti
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L’annuncio del presidente americano su una sospensione dei bombardamenti per il freddo record non trova riscontro sul terreno: nella notte la Russia colpisce Kiev con droni e missili, mentre Zelensky chiarisce che non esiste alcun cessate il fuoco formale
La mini tregua annunciata da Trump tra Russia e Ucraina si infrange contro la realtà delle operazioni militari. A meno di ventiquattr’ore dalle parole del presidente americano, che aveva parlato di una sospensione di una settimana dei bombardamenti russi per far fronte al freddo record, Mosca ha lanciato un massiccio attacco notturno contro il territorio ucraino.
Secondo quanto comunicato dall’aeronautica militare di Kiev, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio la Russia ha colpito l’Ucraina con 111 droni d’attacco e un missile balistico Iskander-M, lanciato dalla regione russa di Voronezh. Gli attacchi hanno interessato diverse aree del Paese, confermando l’assenza di qualsiasi sospensione delle operazioni militari.
A chiarire la situazione è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha escluso l’esistenza di un accordo formale. «Non esiste alcun cessate il fuoco ufficiale sulle infrastrutture energetiche», ha spiegato ai giornalisti a Kiev, sottolineando che quanto annunciato da Washington va considerato come una iniziativa politica, non come un’intesa vincolante tra le parti.
La proposta, ha precisato Zelensky, è stata avanzata dagli Stati Uniti e direttamente da Donald Trump: Kiev si è detta disponibile ad astenersi dagli attacchi contro i siti energetici russi solo nel caso in cui Mosca facesse altrettanto. Una condizione che, alla luce degli eventi, non si è verificata. Anche per questo, ha aggiunto il leader ucraino, la decisione viene vista più come un’“opportunità” che come un vero accordo.
Nel frattempo, secondo Zelensky, la Russia ha anche sospeso lo scambio di prigionieri di guerra. «I russi hanno interrotto il processo. Non lo considerano vantaggioso», ha affermato, rafforzando l’idea di una distanza profonda tra le dichiarazioni diplomatiche e le scelte operative di Mosca.
L’annuncio della mini tregua annunciata da Trump tra Russia e Ucraina era arrivato direttamente dal presidente americano durante una riunione di gabinetto. Trump aveva dichiarato di aver chiesto personalmente a Vladimir Putin di fermare per una settimana i bombardamenti su Kiev e altre città a causa delle temperature estreme, sostenendo che il leader russo avesse accettato la richiesta.
Le parole di Trump avevano aperto uno spiraglio di ottimismo. Zelensky, nella serata precedente agli attacchi, aveva ringraziato gli Stati Uniti per gli sforzi diplomatici, ribadendo la disponibilità dell’Ucraina a partecipare a incontri e decisioni utili a una pace duratura. Tuttavia, i fatti sul terreno raccontano una dinamica diversa.
La sequenza degli eventi mette così in discussione la credibilità della mini tregua annunciata da Trump tra Russia e Ucraina, evidenziando ancora una volta la distanza tra annunci politici e realtà militare in un conflitto che, nonostante i tentativi diplomatici, continua a colpire duramente il territorio ucraino.
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(con fonte AdnKronos)
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