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Italia e altri 5 Paesi chiedono moratoria attacchi iraniani e sicurezza a Hormuz
Roma, Londra, Parigi, Berlino, L’Aia e Tokyo firmano un documento congiunto per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz
Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno firmato giovedì 19 marzo un documento congiunto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e chiedere una moratoria immediata degli attacchi iraniani contro infrastrutture civili e impianti petroliferi. I sei Paesi si sono dichiarati disponibili a “contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto”.
La dichiarazione congiunta condanna “con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, le azioni contro infrastrutture civili e la chiusura de facto dello Stretto da parte delle forze iraniane”. I leader esprimono preoccupazione per l’escalation del conflitto e invitano l’Iran a cessare immediatamente minacce, posizionamento di mine, attacchi con droni e missili, e a conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La nota sottolinea che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, e avverte che le azioni dell’Iran avranno effetti globali, in particolare sulle popolazioni più vulnerabili. I sei Paesi chiedono “una moratoria globale immediata sugli attacchi alle infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e di gas”.
Il documento accoglie anche la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato di riserve petrolifere strategiche e prevede ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, inclusa la collaborazione con alcune nazioni produttrici. I sei Paesi si impegnano inoltre a sostenere le nazioni più colpite tramite le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato a La7 che il piano è “politico, non militare” e mira a creare le condizioni per garantire la libertà di navigazione marittima. Tajani ha aggiunto che le operazioni mirano a evitare un’escalation e a proteggere il traffico marittimo e le fonti energetiche. In caso di una missione dell’Onu per lo Stretto di Hormuz, l’Italia farà la sua parte, garantendo anche il passaggio di merci essenziali come fertilizzanti per scongiurare possibili crisi alimentari.
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(con fonte AdnKronos)

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