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Escalation di Pasqua in Ucraina, dieci morti negli attacchi russi
Kiev denuncia quasi 500 tra droni e missili lanciati da Mosca mentre fallisce la proposta di tregua pasquale
Escalation di Pasqua in Ucraina, con almeno dieci morti negli attacchi russi nel giorno in cui Kiev aveva proposto una tregua per le festività. A denunciarlo è stato il presidente Volodymyr Zelensky, mentre il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha riferito che Mosca ha lanciato “quasi 500 droni e missili da crociera” nell’arco della giornata.
Secondo le autorità ucraine, i bombardamenti hanno colpito diverse aree del Paese. Una vittima è stata registrata a Bucha, nei pressi di Kiev, un’altra a Kherson, nel sud. Tre persone sono morte nella regione di Sumy, nel nord, una in quella di Zhytomyr, nel centro, e due a Kharkiv. A Kramatorsk, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Vadym Filachkin, cinque bombe sganciate a mezzogiorno hanno causato almeno due morti e tre feriti.
“I russi non hanno fatto altro che intensificare i loro attacchi, trasformando quello che avrebbe dovuto essere il silenzio nel cielo in un’escalation”, ha dichiarato Zelensky, collegando l’offensiva al rifiuto da parte di Mosca della proposta di cessate il fuoco pasquale. Il Cremlino aveva respinto l’iniziativa sostenendo di non aver ricevuto “alcuna proposta chiaramente formulata”.
Nel corso della giornata, il presidente ucraino ha avuto un colloquio telefonico con Papa Leone XIV mentre gli attacchi erano in corso in diverse regioni del Paese.
Sul piano diplomatico, Kiev tenta di riaprire il canale negoziale. Zelensky ha invitato emissari statunitensi nella capitale ucraina, proponendo incontri a livello tecnico e una possibile mediazione itinerante tra Kiev e Mosca. “La delegazione farà tutto il possibile, nelle condizioni attuali, durante la guerra con l’Iran, per venire a Kiev”, ha spiegato, indicando l’ipotesi di una missione che prosegua poi verso la Russia.
Il presidente ucraino ha inoltre riferito di un colloquio con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Il Cairo, ha scritto Zelensky, non accetterà più cereali provenienti dai territori ucraini occupati dalla Russia ed è disposto ad aumentare le importazioni dall’Ucraina. I due leader hanno anche discusso della situazione in Medio Oriente e nel Golfo e delle possibili ripercussioni sul mercato energetico globale, oltre a prospettive di cooperazione tecnico-militare e bilaterale.
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(con fonte AdnKronos)

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