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Arrestato per narcotraffico e poi scarcerato in Francia: dubbi sull’identità
Un 42enne francese fermato in Italia su mandato tunisino torna libero dopo quattro mesi tra carcere e domiciliari: possibile scambio di persona legato a documenti rubati
Arrestato in Italia con l’accusa di essere un narcotrafficante internazionale su mandato delle autorità tunisine, ma scarcerato una volta trasferito in Francia per i forti dubbi sulla sua reale identità. È la vicenda di un cittadino francese di 42 anni, artista, rimasto per circa quattro mesi sottoposto a misure restrittive tra carcere e arresti domiciliari.
L’uomo era stato fermato durante una vacanza in Italia, a seguito di un mandato di arresto internazionale scaturito da una segnalazione nel sistema “Alloggiati” della Polizia di Stato, che lo indicava come coinvolto in traffici di droga tra il porto di Marsiglia e la Tunisia. In esecuzione del provvedimento, era stato condotto in carcere, per poi essere trasferito ai domiciliari su disposizione del giudice.
Fin dall’inizio, secondo quanto riferito dal suo legale italiano, l’avvocato Francesco Del Deo, l’indagato ha sostenuto di essere vittima di uno scambio di persona. Una tesi che avrebbe trovato riscontro solo dopo il trasferimento in Francia, avvenuto sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità francesi per processarlo nel proprio Paese.
Una volta giunto Oltralpe, la magistratura francese ha disposto quasi immediatamente la scarcerazione provvisoria, ritenendo plausibile l’ipotesi di un errore di identificazione. Al centro degli accertamenti, la possibilità che terzi abbiano utilizzato documenti sottratti anni prima al 42enne e regolarmente denunciati.
“La pista più credibile è quella dell’utilizzo fraudolento di documenti rubati”, ha spiegato la difesa, sottolineando come gli approfondimenti svolti a livello internazionale abbiano rapidamente rafforzato questa ricostruzione.
La vicenda ha sollevato anche interrogativi sulle condizioni della detenzione: l’uomo ha trascorso circa un mese in carcere e quasi tre mesi agli arresti domiciliari, misura che – secondo il legale – ha potuto scontare solo grazie alla disponibilità economica necessaria per affittare un alloggio.
Nonostante la scarcerazione, il 42enne risulta tuttora indagato, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire definitivamente la sua posizione e verificare eventuali responsabilità legate all’uso illecito della sua identità.
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(con fonte AdnKronos)

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