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Omicidio Bongiorni a Massa, si allarga l’inchiesta: altri due indagati
Cinque giovani coinvolti nell’aggressione in piazza Felice Palma. I video mostrano la vittima colpita più volte anche a terra
Si allarga l’inchiesta sull’omicidio Giacomo Bongiorni a Massa: dopo i primi fermi eseguiti domenica 12 aprile, altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati, portando a cinque il numero complessivo delle persone coinvolte.
Restano al centro delle indagini il 17enne fermato con l’accusa di omicidio volontario e i due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron (23 anni) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni), già indagati per concorso nello stesso reato.
Nei prossimi giorni tutti gli indagati affronteranno gli interrogatori di garanzia: il minorenne davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, i maggiorenni davanti al gip del Tribunale di Massa.
Un elemento ritenuto centrale dagli investigatori è rappresentato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati, acquisiti dagli inquirenti, mostrerebbero il momento in cui Bongiorni viene colpito e cade a terra, per poi essere raggiunto da ulteriori colpi anche quando è già a terra.
A fare il punto sull’indagine è stato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto, nel corso di una conferenza stampa insieme al comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Dominici.
“Stiamo ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto – ha spiegato il procuratore –. I filmati sono l’elemento più oggettivo, ma sono privi di audio. Dobbiamo ancora ascoltare l’altra persona coinvolta, rimasta ferita, che al momento non è stata in grado di parlare”.
Secondo quanto emerso finora, si sarebbero fronteggiati due gruppi distinti: da una parte cinque giovani – tre minorenni e due maggiorenni, tutti indagati – dall’altra Bongiorni insieme al cognato, attualmente ricoverato. Non risulterebbero rapporti pregressi tra i gruppi né uno stato di ebbrezza dei ragazzi.
Dalle immagini si vedrebbe il 17enne colpire la vittima con un pugno, provocandone la caduta. A quel primo colpo sarebbero seguite ulteriori percosse.
Resta però da chiarire quale sia stato il colpo fatale. “Per una corretta qualificazione giuridica dei fatti sarà necessario attendere l’autopsia – ha precisato Capizzoto –. Non è stato un solo colpo a causare la morte, ma una pluralità di azioni violente. Al momento non è possibile stabilire quale abbia determinato il decesso”.
L’esame autoptico, che verrà eseguito a Genova, sarà determinante per definire il nesso causale tra le condotte e la morte della vittima.
Intanto la città si prepara a ricordare Bongiorni: domani, martedì 14 aprile alle ore 21, è prevista una fiaccolata promossa da Comune e Diocesi. Il percorso partirà da piazza Garibaldi e si concluderà proprio in piazza Felice Palma, luogo dell’aggressione.
L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, vuole essere un momento di raccoglimento e vicinanza alla famiglia, in un clima di rispetto e sobrietà.
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(con fonte AdnKronos)

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