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Trump frena sull’Iran e apre a colloqui dopo pressioni dal Golfo
Stop di cinque giorni alle ostilità per favorire negoziati, mentre proseguono contatti indiretti tra Washington e Teheran
Donald Trump frena sull’Iran e apre alla possibilità di colloqui, dopo aver inizialmente minacciato raid contro impianti e infrastrutture energetiche della Repubblica islamica. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di uno stop di cinque giorni alle ostilità con l’obiettivo di favorire “buoni colloqui” con Teheran.
Secondo ricostruzioni di media internazionali, il cambio di posizione sarebbe maturato dopo le pressioni degli alleati statunitensi nel Golfo, preoccupati per il rischio di un’escalation. Alla Casa Bianca sarebbero arrivate informazioni sui colloqui tenuti a Riad tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, incentrati sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz e su possibili soluzioni diplomatiche al conflitto in corso da 25 giorni.
Dietro le quinte, l’intelligence egiziana avrebbe aperto un canale con i Guardiani della Rivoluzione iraniani, presentando la proposta di una tregua temporanea per creare le condizioni di un eventuale cessate il fuoco. Il cambiamento nella posizione americana sarebbe arrivato dopo una serie di contatti riservati mediati da Paesi della regione, che avrebbero alimentato la prospettiva di un accordo.
Restano tuttavia distanze tra le parti. Le autorità iraniane hanno inizialmente negato l’esistenza di contatti diretti, mentre successivamente un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran ha confermato che, tramite mediatori, sono state ricevute comunicazioni dagli Stati Uniti attualmente allo studio. Tra le ipotesi in campo, possibili incontri tra delegazioni in Pakistan o in Turchia.
Nel frattempo proseguono i negoziati indiretti con il coinvolgimento di diversi attori internazionali, tra cui Qatar, Oman, Francia e Regno Unito. Secondo alcune fonti, gli Stati Uniti avrebbero trasmesso a Teheran un elenco di richieste, tra cui limitazioni alle capacità difensive, la cessazione del sostegno ai gruppi alleati e il riconoscimento del diritto di Israele a esistere.
Tra i temi discussi anche il controllo dello Stretto di Hormuz, con proposte di monitoraggio da parte di una commissione neutrale per garantire il passaggio delle navi. I Pasdaran avrebbero invece avanzato l’ipotesi di introdurre un sistema di pagamento per il transito, proposta contestata dai Paesi del Golfo.
La situazione resta fluida, mentre continuano gli spostamenti di forze militari statunitensi nella regione. Sul fronte iraniano, l’assetto della leadership appare incerto e sotto pressione, con nuove figure che emergono nel sistema politico interno.
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(con fonte AdnKronos)

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