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Referendum giustizia, Nordio: mi assumo la responsabilità politica
Il ministro dopo la vittoria del No: errori nella comunicazione, ma nessuna colpa ad altri. “È una vittoria dell’Anm”
Dopo l’esito del referendum giustizia, Carlo Nordio si assume la responsabilità politica della sconfitta. “Questa riforma porta in gran parte il mio nome, quindi me ne assumo la responsabilità politica e tutto vorrei dire tranne che trovare colpe in altre persone”, ha dichiarato il ministro della Giustizia intervenendo a Start su SkyTg24.
Nordio riconosce errori nella gestione della comunicazione: “Se vi sono stati difetti di comunicazione o di impostazione sono stati sicuramente anche i miei”. Il guardasigilli sottolinea che “le sconfitte in politica si devono mettere in bilancio e affrontare con serenità per continuare a lavorare”.
Tra i passaggi più contestati della campagna, il ministro cita la frase sul cosiddetto “sistema para-mafioso”, spiegando che si trattava di una citazione attribuita a un pubblico ministero e non a lui. “Da lì si sono scatenate una serie di polemiche che neanche le smentite più forti sono riuscite ad arginare”, afferma.
Nordio ridimensiona il peso dello scontro politico, osservando che “non credo che questo eccesso di polemica abbia influito più di tanto”, invitando a guardare alla distribuzione del voto e alle differenze per età.
Secondo il ministro, il risultato del referendum è legato anche al ruolo dell’Associazione nazionale magistrati: “Più che una vittoria della coalizione di sinistra, è una vittoria dell’Anm che ha dato una spinta propulsiva formidabile”. Per il guardasigilli, l’Anm “diventa un soggetto politico” con un ruolo destinato a incidere nel confronto sulle riforme.
Nordio sottolinea inoltre che l’intervento della magistratura associata rappresenta una forma di pressione politica e richiama le difficoltà nel portare avanti riforme della giustizia senza il consenso della magistratura.
Il ministro esclude cambiamenti nel suo staff, smentendo che la posizione del capo di gabinetto Giusy Bartolozzi sia in discussione: “No, assolutamente”.
Infine, Nordio respinge l’ipotesi di possibili ritorsioni da parte della magistratura: “Escludo categoricamente che possano esserci iniziative giudiziarie contro chi ha sostenuto questa riforma. Sarebbe una concezione irrealistica”.
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(con fonte AdnKronos)

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