Primo Piano
Guerra Iran Usa Israele: pace lontana, proposta Cina Pakistan
Teheran chiede garanzie, Washington parla di negoziati ma prosegue l’offensiva. Piano in cinque punti da Pechino e Islamabad
A oltre un mese dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, la prospettiva di una soluzione appare ancora incerta. Teheran dichiara di avere la volontà di porre fine al conflitto, ma pone condizioni precise. In un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato della necessità di ottenere garanzie per evitare nuove aggressioni.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi conferma di aver ricevuto messaggi diretti da Witkoff, ma esclude l’esistenza di negoziati in corso con Washington. Una posizione che contrasta con quella del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che continua invece a sostenere che i colloqui starebbero procedendo positivamente.
In un’intervista al New York Post, Trump ha affermato che la conclusione del conflitto non sarebbe lontana, pur ammettendo che restano operazioni da portare a termine contro le capacità offensive iraniane ancora attive.
Resta aperto anche il nodo dello Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha avuto ripercussioni sul piano energetico. Il presidente americano alterna dichiarazioni di fiducia su una riapertura imminente, anche attraverso la pressione militare, all’ipotesi di lasciare ad altri Paesi l’onere di garantire la sicurezza della rotta marittima.
Da Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu mantiene una linea rigida. Nessuna apertura alle richieste iraniane e nessun segnale di disponibilità a offrire garanzie. “La campagna non è finita”, ha dichiarato, ribadendo l’intenzione di proseguire le operazioni fino al raggiungimento degli obiettivi militari.
Nel tentativo di contenere l’escalation, Cina e Pakistan rilanciano l’iniziativa diplomatica. A Pechino, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il vicepremier pakistano Ishaq Dar hanno definito un piano in cinque punti per il ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente e nell’area del Golfo.
La proposta chiede la cessazione immediata delle ostilità e l’avvio rapido di colloqui di pace, indicando nel dialogo e nella diplomazia l’unica via percorribile. I due Paesi sollecitano inoltre il rispetto della protezione dei civili e lo stop agli attacchi contro infrastrutture e obiettivi non militari.
Tra i punti centrali anche la sicurezza dello Stretto di Hormuz, con l’invito a garantire il transito delle navi e a ripristinare quanto prima la normale circolazione marittima.
Islamabad si è detta disponibile a ospitare nei prossimi giorni eventuali colloqui tra delegazioni di Iran e Stati Uniti, mentre Pechino insiste sulla necessità di una soluzione fondata sul diritto internazionale e sui principi della Carta delle Nazioni Unite.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login