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Dl sicurezza, incentivi agli avvocati sui rimpatri: la norma resta
Previsti correttivi dopo i rilievi tecnici, ma il governo conferma la misura sui rimpatri volontari assistiti
Ci saranno correttivi, ma la norma del dl sicurezza che prevede un incentivo economico per gli avvocati coinvolti nelle procedure di rimpatrio volontario resterà. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiarito la posizione del governo a margine della sua visita al Salone del Mobile di Milano.
“Non lo considero un pasticcio”, ha affermato, spiegando che sono in corso valutazioni tecniche: “Stiamo raccogliendo alcuni rilievi del Quirinale e degli avvocati e li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane”.
La premier ha difeso la misura sottolineandone la coerenza con il sistema già esistente: secondo Meloni non è chiaro perché venga riconosciuto il gratuito patrocinio agli avvocati che assistono migranti nei ricorsi contro l’espulsione, mentre non si dovrebbe riconoscere il lavoro di chi li assiste nel rimpatrio volontario.
Il governo considera infatti i rimpatri volontari assistiti uno strumento da rafforzare, anche alla luce delle indicazioni europee. Su questo punto, Meloni ha evidenziato come si tratti di una misura che l’Unione Europea chiede di intensificare e sulla quale, secondo l’esecutivo, dovrebbe esserci una convergenza più ampia.
Durante il dibattito parlamentare sul decreto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già anticipato la possibilità di modifiche. “Abbiamo preso atto di alcune sensibilità espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo a una sua correzione”, ha dichiarato, ribadendo però che i rimpatri volontari assistiti non rappresentano una novità ma sono previsti da oltre dieci anni in attuazione di norme internazionali e sostenuti dalla Commissione europea.
Piantedosi ha quindi invitato la Camera ad approvare il provvedimento, inserendolo in un quadro più ampio di riforme in materia di sicurezza e immigrazione, insieme ad altri disegni di legge in corso di esame.
Intanto, l’Aula ha approvato con 145 voti favorevoli e 95 contrari la proposta di chiudere la discussione generale sul decreto legge sicurezza, respingendo anche la richiesta delle opposizioni di rinviare il testo in commissione.
Sul piano dell’agenda di governo, è atteso un Consiglio dei ministri nel pomeriggio per l’esame di alcuni provvedimenti in scadenza, mentre una nuova riunione è prevista per il giorno successivo con all’ordine del giorno, tra gli altri dossier, le possibili nomine dei sottosegretari e l’aggiornamento del Documento di finanza pubblica.
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(con fonte AdnKronos)

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