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Missione sicurezza Stretto di Hormuz, asse Londra-Parigi. Italia pronta se ok parlamento
Starmer e Macron annunciano un’iniziativa internazionale per proteggere la navigazione. L’Italia pronta a contribuire con unità navali, previa autorizzazione parlamentare
La missione sicurezza Stretto di Hormuz prende forma a Parigi, dove oggi, venerdì 17 aprile, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato l’avvio dei preparativi per un’iniziativa internazionale dedicata alla tutela della navigazione in una delle rotte marittime più strategiche al mondo.
L’obiettivo indicato dai due leader è garantire una riapertura “duratura e praticabile” dello Stretto, snodo essenziale per il commercio globale e per i flussi energetici.
Macron ha spiegato che Parigi e Londra hanno già avviato un coordinamento operativo per dar vita a una missione “neutrale, completamente separata da qualsiasi parte belligerante”, con il compito di sostenere e mettere in sicurezza le navi mercantili nel Golfo. Una riunione operativa è prevista a Londra la prossima settimana.
Starmer ha chiarito che Regno Unito e Francia guideranno l’iniziativa, alla quale “oltre una dozzina di Paesi” hanno già assicurato contributi in termini di assetti. “Sarà una missione strettamente pacifica e difensiva per rassicurare il traffico commerciale e sostenere le operazioni di sminamento”, ha affermato, sottolineando la necessità di riattivare i flussi energetici e commerciali.
All’iniziativa guarda anche l’Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il Paese è pronto a partecipare, anche con l’impiego di unità navali, nel rispetto delle procedure costituzionali e quindi previa autorizzazione parlamentare.
Meloni ha evidenziato come la riapertura dello Stretto rappresenti un passaggio essenziale anche sul piano diplomatico, alla luce degli sviluppi legati al cessate il fuoco e agli annunci arrivati dall’Iran sulla riapertura temporanea della rotta. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, ha detto, resta una questione centrale per l’Italia, per l’Europa e per l’equilibrio internazionale.
La premier ha inoltre richiamato la necessità di un approccio articolato, che coinvolga dimensioni diplomatiche, di sicurezza e umanitarie, anche in relazione ai marittimi bloccati nell’area e ai Paesi più esposti agli effetti della crisi.
Un eventuale dispiegamento internazionale, ha precisato, potrà avvenire solo in presenza di una cessazione delle ostilità, in coordinamento con gli attori regionali e con una postura esclusivamente difensiva. Un’impostazione condivisa durante il confronto tra i leader.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle operazioni europee già attive per la sicurezza marittima, come Aspides e Atalanta, mentre l’Italia sta sviluppando una pianificazione nazionale dedicata.
Meloni ha infine ricordato il peso strategico dello Stretto: da Hormuz transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido, oltre a grandi quantità di fertilizzanti, con ricadute dirette sulla sicurezza alimentare globale. Per i Paesi del Golfo, partner strategici di Italia ed Europa, la rotta rappresenta anche un passaggio cruciale per le importazioni alimentari, che arrivano fino al 60% del fabbisogno.
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(con fonte AdnKronos)

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