Scienza e Ricerca
Ghiacciai, nel 2025 perdita record: +1,1 mm sul livello del mare, situazione critica anche in Italia
Studio Wgms: 408 gigatonnellate di massa perse in un anno. Sulle Alpi tutti i ghiacciai monitorati in negativo, con punte critiche su Careser, Malavalle e Vedretta Pendente
Nel 2025 i ghiacciai del pianeta hanno continuato a perdere massa a un ritmo estremamente elevato. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service (Wgms), al quale ha contribuito anche l’Università di Pisa con il professor Carlo Baroni del Dipartimento di Scienze della Terra, in qualità di corrispondente italiano del Wgms.
Secondo i dati pubblicati sulla rivista internazionale Climate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environment e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025 (Copernicus Climate Change Service e Organizzazione Meteorologica Mondiale), nell’anno idrologico 2025 – escludendo Groenlandia e Antartide – i ghiacciai globali hanno registrato una perdita netta di massa pari a 408 gigatonnellate (±132), equivalente a un innalzamento del livello del mare di 1,1 millimetri (±0,4).
Il dato conferma una tendenza ormai consolidata e in accelerazione: si è passati da circa 100 gigatonnellate annue nel periodo 1976–1995, a circa 230 nel periodo 1996–2015, fino a una media di circa 390 gigatonnellate annue nell’ultimo decennio (2016–2025), quasi quattro volte superiore rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Complessivamente, dal 1975, i ghiacciai hanno perso circa 9.583 gigatonnellate di massa (±1.211), contribuendo a un aumento del livello del mare di circa 26,4 millimetri (±3,3).
“Per dare un’idea del processo in atto – ha spiegato Michael Zemp, direttore del Wgms – la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”. Lo studio si basa su osservazioni raccolte da una vasta rete internazionale di ricerca, tra cui anche il Comitato Glaciologico Italiano.
All’interno di questo quadro globale, il contributo dell’Università di Pisa ha riguardato il monitoraggio dei ghiacciai italiani, evidenziando una situazione critica lungo tutto l’arco alpino. “Nell’anno idrologico 2025 – spiega Carlo Baroni – tutti i ghiacciai italiani monitorati hanno registrato bilanci di massa negativi”.
In dettaglio, tutti i 16 ghiacciai osservati, insieme al glacionevato del Calderone nel gruppo del Gran Sasso, hanno evidenziato perdite, con una perdita mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le situazioni più critiche sono state registrate sulla Vedretta Pendente, sul ghiacciaio di Malavalle e sul ghiacciaio del Careser, mentre perdite più contenute si sono osservate per il ghiacciaio de La Mare, il ghiacciaio Occidentale del Montasio e il Calderone.
Le abbondanti precipitazioni nevose invernali hanno mitigato parzialmente le perdite nel settore piemontese-valdostano, in particolare sul ghiacciaio del Ciardoney. Al contrario, Lombardia e Triveneto hanno registrato accumuli nevosi più limitati, con condizioni più critiche soprattutto nelle Alpi Retiche.
Resta tuttavia determinante il ruolo delle perdite estive, soprattutto nei ghiacciai con scarsi accumuli invernali: un fattore che continua a guidare i bilanci negativi e che rende sempre più urgente un monitoraggio costante.
I dati relativi ai ghiacciai italiani sono in corso di pubblicazione nel volume 49 (2026) della rivista “Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria”.
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(con fonte AdnKronos)
