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Carburanti, prezzi giù lentamente: la “teoria del razzo e della piuma” torna al centro
Benzina e gasolio calano secondo il Mimit, ma i consumatori denunciano ribassi troppo lenti rispetto al crollo del petrolio
Come spesso accade nelle fasi di crisi, i prezzi dei carburanti salgono rapidamente ai primi segnali di tensione, ma scendono con estrema lentezza quando il quadro migliora. È la dinamica nota come “razzo e piuma”, tornata al centro del dibattito con gli ultimi aggiornamenti sui listini alla pompa.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala “ancora ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio”. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self service è pari a 1,763 euro al litro per la benzina e 2,112 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale si sale rispettivamente a 1,796 e 2,146 euro al litro.
Numeri che confermano una tendenza al ribasso, ma che non convincono le associazioni dei consumatori. “Incredibile. Nonostante ieri i prezzi del petrolio siano letteralmente precipitati, dal Wti al Brent, oggi non si registra alcun effetto nei distributori”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo Dona, si tratta dell’“ennesima speculazione a danno degli automobilisti”, con ribassi troppo lenti rispetto alle dinamiche del greggio. Da qui il richiamo esplicito alla teoria del “razzo e della piuma”: prezzi veloci a salire, ma lenti a scendere.
L’associazione chiede un intervento normativo per contrastare gli extra profitti lungo la filiera. Intanto il gasolio resta sopra i 2,1 euro al litro in gran parte del Paese, con poche eccezioni territoriali.
Il tema resta quindi aperto, tra dati ufficiali che indicano un calo graduale e critiche che puntano il dito sui tempi di adeguamento, in un contesto internazionale ancora instabile che continua a influenzare il mercato energetico.
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(con fonte AdnKronos)
