Trump e le sue giravolte sull’Ucraina: da “pace con Putin” a “abbattiamo i jet russi”
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Il presidente Usa Trump passa da consigli di resa a Kiev a toni da falco Nato, con dichiarazioni contraddittorie che disorientano alleati e avversari
Da paciere a falco in poche settimane – Capire il vero pensiero di Donald Trump sull’Ucraina è diventato un esercizio impossibile. Solo dieci giorni fa il presidente Usa invitava Volodymyr Zelensky a trovare un’intesa con Vladimir Putin, ipotizzando concessioni territoriali. Ora, a margine dell’assemblea generale dell’Onu, arriva una clamorosa inversione: “L’Ucraina, con il sostegno dell’Unione Europea, è in grado di combattere e di riconquistare tutta l’Ucraina nella sua forma originale”, scrive su Truth, definendo la Russia “una tigre di carta”.
Lodi a Zelensky e minacce a Mosca
Nel bilaterale con il leader ucraino, Trump si spinge oltre: Kiev potrebbe “riprendersi il suo Paese e forse andare oltre”. Parole che cancellano mesi di scetticismo. Zelensky, “un grand’uomo che sta combattendo in modo incredibile”, riceve oggi elogi laddove fino a febbraio era bersaglio di critiche.
L’ombra della Nato e i cieli violati
La svolta più dirompente è il secco “Yes, I do” alla domanda se i Paesi Nato dovrebbero abbattere jet russi che violano lo spazio aereo. “Dipende dalle circostanze”, aggiunge, ma la minaccia resta. La dichiarazione arriva mentre l’Alleanza atlantica denuncia una serie di intrusioni: MiG russi sopra l’Estonia, droni nei cieli polacchi e probabilmente anche quelli vicino agli aeroporti di Copenhagen e Oslo.
Cina spettatrice interessata
Zelensky, dal palco dell’Onu, chiama in causa Pechino: “Se la Cina volesse davvero, potrebbe costringere Mosca a fermare l’invasione. Senza la Cina, la Russia non è nulla”. Ma la leadership cinese, accusa, “resta silenziosa e distante”.
Una strategia o solo calcolo politico?
Trump alterna pacatezza e minacce in poche ore, lasciando incerti alleati e avversari. La sua retorica, oscillante tra lodi e ultimatum, sembra più dettata da esigenze elettorali interne (anche se non ci sono elezioni immediate a breve) che da una strategia coerente di politica estera. In attesa di “farci sapere tra un mese” il suo vero rapporto con Putin, il presidente Usa alimenta l’idea di un leader imprevedibile, capace di cambiare linea con la stessa velocità con cui posta su Truth.
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(con fonte AdnKronos)
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