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Dopo i raid aerei su Beirut, con Israele che ha colpito il quartier generale di Hezbollah, il destino del leader Nasrallah rimane incerto. L’Iran valuta con cautela il suo intervento, mentre la tensione nella regione continua a crescere

Passate diverse ore dalle esplosioni che hanno scosso Beirut, resta incerta la sorte del leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah. I raid israeliani hanno colpito la periferia sud della capitale libanese, una zona roccaforte del movimento sciita, ma finora nessuna conferma ufficiale è stata data sulla sua morte. Secondo una fonte israeliana citata dal Jerusalem Post, l’obiettivo delle operazioni militari era proprio Nasrallah, anche se resta “difficile credere che ne sia uscito vivo”.

Intanto, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato l’uccisione di Muhammad Ali Ismail, capo dell’unità missilistica di Hezbollah nel sud del Libano, e del suo vice, Hussein Ahmad Ismail. I media libanesi riportano che sei persone sono state uccise e oltre novanta ferite nei bombardamenti su Dahiyeh, il quartiere di Hezbollah nella capitale.

Hezbollah, da parte sua, non ha né confermato né smentito le voci sulla sorte di Nasrallah, ma alcuni media vicini ai Guardiani della Rivoluzione iraniani sostengono che il leader si trovi in un luogo sicuro. Su X (ex Twitter), i sostenitori del gruppo libanese chiedono preghiere per la sua salvezza, mentre l’incertezza si diffonde tra la popolazione sciita libanese.

Raid israeliani e avvertimenti alla popolazione

Il portavoce delle IDF, Daniel Hagari, ha dichiarato che gli attacchi si concentrano sulle infrastrutture strategiche di Hezbollah, collocate sotto edifici residenziali. Le autorità israeliane hanno inoltre esortato i civili a evacuare l’area di Dahiyeh, sottolineando che l’obiettivo è smantellare le capacità offensive del gruppo senza coinvolgere la popolazione. “La nostra guerra è contro Hezbollah, non contro il popolo del Libano”, ha ribadito Hagari.

Poco dopo il raid, dieci razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, ma non tutti sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. Al momento, non sono stati riportati feriti o danni significativi, e la responsabilità dell’attacco non è stata rivendicata da Hezbollah.

L’incerta risposta iraniana

Mentre la tensione tra Israele e Hezbollah continua a crescere, l’Iran osserva con grande attenzione. La Repubblica Islamica è il principale sostenitore del movimento sciita libanese e ha ripetutamente minacciato ritorsioni contro Israele in caso di un’escalation. Tuttavia, la risposta di Teheran appare incerta: se da una parte il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha sollecitato sanzioni contro Israele e denunciato l’inerzia della comunità internazionale, dall’altra la leadership iraniana sembra riluttante a intervenire militarmente.

Secondo alcuni osservatori, questa esitazione potrebbe riflettere il timore dell’Iran di essere coinvolto in un conflitto su larga scala che potrebbe indebolire il suo apparato militare e attirare l’intervento statunitense. Nonostante il forte legame con Hezbollah, l’Iran potrebbe non essere disposto a rischiare un conflitto aperto, preferendo limitarsi alla retorica e a un sostegno indiretto. Questa strategia è però fonte di crescenti critiche all’interno del paese, dove i settori più radicali dei Pasdaran spingono per una reazione più decisa.

Un conflitto regionale all’orizzonte?

Il rischio di un conflitto più ampio in Medio Oriente resta alto, con Israele che intensifica le operazioni militari contro Hezbollah e i gruppi armati filo-iraniani. Tuttavia, la posizione dell’Iran potrebbe rivelarsi determinante nel decidere il destino di questa escalation. Teheran è consapevole che un coinvolgimento diretto potrebbe compromettere la sua stabilità interna e aumentare la pressione internazionale, soprattutto per quanto riguarda il dossier nucleare.

Nel frattempo, Hezbollah continua a subire pesanti perdite sul campo: in undici mesi di conflitto, il gruppo ha perso molti dei suoi comandanti chiave e ha visto distrutte importanti infrastrutture militari. Nonostante questo, secondo fonti israeliane, Hezbollah si è già preparato per la successione dei suoi leader, con nuove generazioni di combattenti pronte a prendere il posto dei comandanti caduti. Questo dimostra che, nonostante le perdite, il gruppo rimane una forza militare di rilievo nella regione.

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(con fonte AdnKronos)

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