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Putin teme attentati e golpe: sicurezza rafforzata e vita nei bunker
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Braccato e ossessionato, fonti di intelligence parlano di timori crescenti per il presidente russo, la cui popolarità è in forte declino: controlli più rigidi e isolamento crescente
Vladimir Putin teme attentati e golpe e negli ultimi mesi ha rafforzato in modo significativo le misure di sicurezza attorno alla propria persona, riducendo al minimo gli spostamenti e trascorrendo sempre più tempo in bunker sotterranei.
A riferirlo sono fonti vicine al presidente russo citate dal Financial Times e una fonte legata ai servizi segreti europei. Secondo un rapporto di intelligence europea ottenuto dalla Cnn, al Cremlino cresce la preoccupazione per possibili fughe di informazioni sensibili e per il rischio di complotti o tentativi di colpo di Stato. Tra le minacce considerate più concrete ci sarebbe anche l’uso di droni per un attentato alla vita del presidente.
L’isolamento di Putin, già aumentato durante la pandemia di Covid-19, si sarebbe accentuato ulteriormente a partire da marzo. Tra i fattori che hanno contribuito all’inasprimento delle misure di sicurezza viene citato anche l’impatto dell’operazione “Ragnatela”, con attacchi di droni ucraini contro aeroporti russi oltre il Circolo Polare Artico il primo giugno dello scorso anno.
Ulteriori timori sarebbero emersi dopo l’uccisione, a dicembre, dell’alto generale russo Fanil Sarvarov, episodio che avrebbe provocato tensioni ai vertici dell’apparato di sicurezza. Secondo quanto riportato, anche eventi internazionali avrebbero inciso sulla percezione del rischio ai danni del presidente.
Il Financial Times riferisce che Putin e la sua famiglia hanno progressivamente abbandonato le residenze nella regione di Mosca e nell’area di Valdai. Il presidente trascorrerebbe gran parte del tempo in strutture protette, tra cui un bunker nella regione di Krasnodar, sul Mar Nero, mentre i media statali continuano a diffondere immagini preregistrate per mantenere una percezione di normalità.
Le misure di sicurezza sono state estese anche alla cerchia ristretta del presidente: a personale come cuochi, fotografi e guardie del corpo è stato vietato utilizzare mezzi pubblici o dispositivi connessi a Internet durante il servizio. Nelle abitazioni sarebbero stati installati sistemi di sorveglianza, mentre a Mosca i recenti blocchi della rete Internet vengono collegati anche a esigenze di difesa contro possibili attacchi con droni.
Secondo le stesse fonti, agenti del Servizio di Protezione Federale conducono controlli su larga scala, anche con unità cinofile, e presidiano aree sensibili come le rive del fiume Moscova, pronti a intervenire in caso di minacce.
Parallelamente, il presidente russo avrebbe concentrato gran parte della propria attività sulla guerra in Ucraina. Una fonte citata dal Financial Times afferma che Putin dedica circa il 70% del suo tempo alla gestione del conflitto e il restante 30% a incontri istituzionali e questioni economiche.
La riduzione delle apparizioni pubbliche è un altro elemento che segnala il cambiamento. Quest’anno le uscite ufficiali sono state limitate, con l’ultima registrata il 27 aprile a San Pietroburgo. Il numero di viaggi e incontri appare inferiore rispetto all’anno precedente.
Secondo analisti citati dal quotidiano britannico, la distanza crescente tra il presidente e la popolazione starebbe alimentando un clima di malcontento interno, mentre il livello di consenso risulta in calo rispetto ai picchi registrati negli anni precedenti.
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(con fonte AdnKronos)
