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Omicidio Giacomo Bongiorni a Massa, salgono a sei gli indagati
Tra i nuovi iscritti anche il cognato della vittima. Per il gip si è trattato di “un vero e proprio pestaggio”
Si allarga il quadro degli indagati nell’inchiesta sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto dopo un violento pestaggio avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Palma a Massa.
Tra le nuove persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura figura anche il cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, denunciato per rissa. Nella stessa notte l’uomo era stato trasportato al pronto soccorso con gravi lesioni, tra cui la frattura della tibia e del setto nasale. La notizia è stata riportata da Il Tirreno.
Sale così a sei il numero complessivo degli indagati. Tra questi figura un 17enne, ex pugile, attualmente in carcere con le accuse di omicidio volontario e rissa aggravata. Con lui risultano detenuti anche Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, accusati di concorso in omicidio volontario e rissa aggravata. Nell’inchiesta sono coinvolti anche altri due minorenni.
La ricostruzione dei fatti si basa sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle testimonianze raccolte, non sempre concordanti. I filmati mostrano che intorno all’1.20 il 17enne colpisce Bongiorni con due pugni, facendolo cadere a terra, per poi continuare a infierire. Pochi secondi dopo, si vede Carutasu sferrare un calcio al volto della vittima.
Le fasi iniziali dell’aggressione non sono state riprese e vengono ricostruite attraverso le dichiarazioni dei presenti. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe iniziato da una bottiglia di vetro caduta a terra, in circostanze non del tutto chiarite. Dopo un primo momento di tensione apparentemente rientrato, la situazione sarebbe degenerata.
Restano divergenti le versioni su un punto centrale: alcuni giovani sostengono che Bongiorni abbia colpito per primo il 17enne con una testata, circostanza negata dalla parte lesa ma confermata da due testimoni esterni. Da lì sarebbe partita la rissa.
Il 17enne avrebbe reagito con un pugno, mentre il cognato della vittima avrebbe tentato di intervenire. Secondo alcune ricostruzioni, Tognocchi avrebbe anche lanciato una bottiglia, mai ritrovata. Bloccato da Miron, non sarebbe riuscito a soccorrere Bongiorni, già colpito dagli altri membri del gruppo.
Nell’ordinanza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Massa, Antonia Aracri, parla di “un vero e proprio pestaggio”, sottolineando come la vittima sia stata sopraffatta fino a cadere a terra battendo la nuca.
Tra gli elementi valutati dagli inquirenti figura anche il passato da pugile del 17enne, considerato nella qualificazione dell’ipotesi di omicidio volontario. Secondo il gip, anche chi ha impedito al cognato di intervenire avrebbe contribuito a escludere possibilità di salvezza per la vittima.
Gli investigatori ritengono inoltre che lo stesso Tognocchi possa aver avuto un ruolo nella fase iniziale della rissa. I suoi legali, gli avvocati Marco Marino e Pietro Bogliolo, non hanno rilasciato dichiarazioni.
Nei prossimi sviluppi dell’inchiesta saranno centrali l’analisi dei telefoni cellulari degli indagati e di una giovane coinvolta, oltre all’esito definitivo dell’autopsia. Al momento è stato accertato che Bongiorni è morto per un’emorragia cerebrale, mentre resta da stabilire quale tra i colpi ricevuti o la caduta abbia determinato il decesso.
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(con fonte AdnKronos)

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