Trentini ha potuto chiamare dal carcere in Venezuela: “Sto bene”
Il cooperante italiano detenuto da novembre ha parlato al telefono con i familiari per la prima volta. La legale Ballerini: “L’attesa logora lui e chi lo ama”
Per la prima volta da quando è scomparso, Alberto Trentini ha potuto parlare con i suoi familiari. Un breve colloquio telefonico, avvenuto nelle ultime ore dal carcere venezuelano dove è detenuto dal 15 novembre 2024, ha permesso al cooperante italiano di rassicurare la famiglia sulle sue condizioni di salute.
Il 27enne, operatore della Ong Humanity and Inclusion, era stato arrestato mentre si recava da Caracas a Guasdalito, durante una missione umanitaria rivolta alle persone con disabilità. Fermato a un posto di blocco insieme all’autista, da allora era calato il silenzio più assoluto: nessuna comunicazione con i familiari, nessuna visita consolare, nessuna informazione ufficiale sul suo stato giuridico.
“Questa attesa logora Alberto e chi lo ama”, ha ribadito l’avvocata della famiglia, Alessandra Ballerini, che sottolinea come il cooperante resti in una condizione di detenzione senza accuse formali né processo.
Lo scorso aprile, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva telefonato alla madre di Trentini, assicurando l’impegno del governo italiano per la liberazione. “Confidiamo che questo impegno si concretizzi a breve”, ha dichiarato ancora Ballerini, ricordando che la detenzione prolungata senza contatti diretti o assistenza legale internazionale rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali.
Intanto, la vicenda di Trentini continua a muoversi in un limbo giudiziario che alimenta l’angoscia dei familiari e getta un’ombra sulle relazioni tra Roma e Caracas.
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(con fonte AdnKronos)
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