Siria: ribelli ad Aleppo e nel palazzo presidenziale a Damasco, Occidente chiede de-escalation
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Intensi combattimenti tra ribelli e forze governative con l’intervento della Russia: centinaia di morti
Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito hanno chiesto un’immediata de-escalation in Siria, mentre il conflitto nel nord-ovest del Paese registra un drammatico aumento delle violenze. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato oltre 400 morti dall’inizio dell’offensiva dei jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e delle forze di opposizione armata, tra cui 61 civili.
Offensiva ribelle e reazione governativa
Le forze ribelli hanno conquistato Aleppo, seconda città più grande della Siria, in un’operazione a sorpresa che ha lasciato al regime solo alcune aree periferiche controllate da milizie curde. I ribelli avrebbero inoltre occupato il palazzo presidenziale a Damasco, in un colpo simbolico alla leadership di Bashar al-Assad, che ha promesso di “sradicare il terrorismo con la forza”.
Intervento russo e raid aerei
Le forze aeree russe stanno supportando l’esercito siriano con intensi bombardamenti contro le posizioni ribelli nelle province di Idlib, Hama e Aleppo. L’Osservatorio ha riferito che i raid russi si sono intensificati domenica, colpendo città e villaggi riconquistati dai ribelli, con bombardamenti continui durante la notte.
Appello alla pace
In una dichiarazione congiunta, Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito hanno sollecitato una de-escalation immediata e il rispetto della risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che promuove una soluzione politica al conflitto. Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha discusso con il suo omologo turco Hakan Fidan della necessità di proteggere civili e infrastrutture, sottolineando l’urgenza di fermare l’escalation.
Un bilancio drammatico
Secondo l’Osservatorio, l’offensiva ribelle ha causato la morte di 214 combattenti dell’opposizione, 137 soldati filogovernativi e 61 civili, tra cui 17 uccisi domenica. Nel frattempo, gli sfollati e le vittime continuano a crescere, mentre il conflitto si estende a nuove aree e minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione.
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(con fonte AdnKronos)
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