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‘Progettare il futuro della gestione dell’acqua: Perform Water 2030’ premiato dall’iniziativa ‘Lombardia Innovativa’, il riconoscimento che Regione Lombardia dedica alle filiere di eccellenza che adottano modelli innovativi, in grado di generare valore e accrescere la competitività del territorio. Si tratta di un vero e proprio modello basato su innovazione tecnologica e processi industriali dedicato al Servizio Idrico Integrato per guidarlo verso la transizione ambientale, tecnologica e digitale, applicando in modo efficiente e virtuoso i principi dell’economia circolare.

Sviluppato da Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano nell’ambito del Programma Operativo Regionale e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020, e della Call d’innovazione ‘Accordi per la Ricerca e l’Innovazione’ di Regione Lombardia, Perform Water 2030 è uno dei sei Modelli Innovativi guidati da eccellenze imprenditoriali lombarde che si sono distinti per competitività nella filiera di riferimento, collaborazione tra mondo imprenditoriale e sistema della ricerca, respiro internazionale, capacità di generare nuove idee in risposta ai bisogni delle persone e della società. Il premio è stato conferito oggi, 15 dicembre 2022, presso la Sala Biagi di Palazzo Lombardia, nel corso dell’evento ‘Lombardia Innovativa. Dove il futuro è in anticipo’, alla presenza del vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala e del presidente della Fondazione Bassetti Piero Bassetti.

“Abbiamo premiato realtà che hanno saputo istituire delle partnership strutturate e continuative con gli atenei lombardi, o realtà che hanno fatto open innovation e che sono state in grado di entrare in rapporto con reti di ricerca o di impresa anche a livello internazionale – osserva Fabrizio Sala – Questa per noi è la strada giusta per fare trasferimento tecnologico ed accrescere quindi la competitività del nostro territorio”.

“Questo riconoscimento da parte di Regione Lombardia ci spinge a proseguire con ancora maggiore convinzione nella strada intrapresa verso l’innovazione tecnologica, investendo in ricerca, attivando collaborazioni, contaminazioni e sinergie con le eccellenze del territorio per costruire insieme il mondo di domani – spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap – Con Perform Water 2030 abbiamo trasformato i nostri impianti e le nostre strutture in veri e propri laboratori dove progettare oggi la gestione del servizio idrico del futuro, per garantire la qualità dell’acqua e recuperare energia e risorse in ottica di economia circolare”.

Partito nel 2018, Perform Water 2030 oggi diventa un modello che potrà essere adottato da altri soggetti per sviluppare obiettivi comuni. Acronimo di Platform for Integrated Operation Research and Management of Public Water towards 2030, il progetto ha preso in considerazione 4 ambiti tematici: il primo è quello dell’Acqua, con focus sul controllo della qualità delle acque di approvvigionamento e l’ottimizzazione delle reti di distribuzione, il monitoraggio e la rimozione degli inquinanti emergenti e delle emissioni in atmosfera, l’ottimizzazione dei processi di trattamento delle acque reflue; il secondo è quello dei Fanghi di depurazione, con focus sulla progettazione e implementazione di misure per la riduzione della quantità prodotta e la valorizzazione termica con contestuale recupero di energia e materia; il terzo è dedicato al Recupero di Energia e Materia all’interno degli impianti di depurazione (biogas a biometano), con contestuale riduzione delle emissioni in atmosfera; il quarto, infine, riguarda la Valorizzazione Economica e Sociale delle tecnologie impiegate negli altri tre ambiti, attraverso il coinvolgimento di tutti gli stakeholder e l’analisi avanzata dei costi e della tariffazione del servizio idrico.

Gruppo Cap è stato il capofila dell’intero progetto, che ha visto la collaborazione di aziende quali GeneGis Gi, che si occupa di sistemi informativi per l’ambiente, Mmi (Modellistica e Monitoraggio Idrologico), Seam Engineering, che si occupa della realizzazione di impianti in campo ambientale, il gruppo nel settore chimico Siad, Veolia Water Technologies Italia e Vomm (impianti per il trattamento e valorizzazione energetica dei fanghi). Il coordinamento scientifico è stato affidato al Politecnico di Milano, in particolare ai dipartimenti Ingegneria Civile e Ambientale, Energetica e Gestionale, con la partecipazione dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irsa-Cnr) e dei dipartimenti di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Informatica, Sistemistica e Comunicazione e di Scienza dei Materiali dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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(AdnKronos)


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