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Tajani a Bucha per il quarto anniversario del massacro, poi riunione Ue Esteri
Il vicepremier italiano partecipa alle commemorazioni delle vittime e agli incontri con i ministri Ue a Kiev
Il vicepremier italiano Antonio Tajani è a Kiev per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha, così come delle stragi a Irpin e Borodyanka nel marzo 2022. Prima dell’avvio dei lavori, Tajani ha preso parte alle commemorazioni ufficiali per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo.
La riunione prevede quattro sessioni principali: una introduzione, l’analisi delle responsabilità della Federazione russa per i crimini commessi in Ucraina, la valutazione della situazione di terreno dopo quattro anni di conflitto e le strategie di sostegno europeo a Kiev sul piano militare, energetico e infrastrutturale, e infine la discussione sulle sfide legate al reinserimento dei veterani di guerra nella vita civile e sul ruolo che l’Ue può svolgere nel favorire coesione sociale e inclusione economica post-conflitto.
La missione di Tajani include anche incontri con i connazionali residenti in Ucraina, il personale dell’ambasciata italiana e imprenditori italiani attivi nel Paese. “Siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina a Kiev”, ha dichiarato il vicepremier sul luogo del massacro. “La nostra unità e fermezza devono mirare a portare la Russia a un tavolo di negoziati, senza pretendere territori che non ha conquistato”. Tajani ha sottolineato che la Russia ha ottenuto “meno del 20 per cento del territorio ucraino, compresa la Crimea” e ha ribadito l’obiettivo di una “pace giusta”.
Il vicepremier ha poi commentato le difficoltà dei negoziati con Mosca, spiegando che il presidente russo “non vuole la pace, ma spera di vincere una guerra che non riesce a vincere”, auspicando che la mediazione americana faciliti il raggiungimento di un accordo equo.
Intanto, l’Iran ha accusato l’Ucraina di complicità con Stati Uniti e Israele, sostenendo che il Paese avrebbe una responsabilità legale internazionale per il dispiegamento di specialisti anti-drone nei Paesi del Golfo. Kiev ha respinto le accuse, sottolineando il ruolo dell’Iran nella fornitura di droni alla Russia utilizzati contro le città ucraine, e affermando che nessun drone ucraino ha mai colpito il territorio iraniano. Secondo le autorità ucraine, quasi 60.000 droni Shahed iraniani sono stati lanciati dal 2022.
In Russia, 38 droni sono stati abbattuti nella regione di San Pietroburgo, causando danni a edifici residenziali, a una scuola e a un centro di assistenza sociale nel villaggio di Molodtsovo; tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite, come riferito dal governatore Alexander Drozdenko.
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(con fonte AdnKronos)
