Guerra dei chip: la Cina rafforza i controlli sull’export verso gli Stati Uniti
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Nuove restrizioni su materiali chiave come gallio, germanio e grafite. Pechino risponde alle politiche di Washington
La competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti si intensifica con un nuovo capitolo nella cosiddetta “guerra dei chip”. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato oggi, 3 dicembre, misure stringenti per il controllo dell’export di materiali essenziali alla produzione di semiconduttori e componenti elettronici, destinati agli Stati Uniti.
Le nuove restrizioni
Secondo quanto riportato dal Global Times, il governo cinese ha stabilito il divieto di esportazione di beni “dual-use” utilizzabili per scopi militari. Tra i materiali sotto controllo figurano il gallio, il germanio, l’antimonio e la grafite, elementi cruciali per la produzione di chip e tecnologie avanzate.
Un portavoce del ministero ha dichiarato che queste misure mirano a “tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali” della Cina, sottolineando che i controlli saranno applicati in modo rigoroso.
Una risposta a Washington
Questa decisione arriva come reazione diretta alle recenti mosse degli Stati Uniti, che ieri hanno annunciato nuove restrizioni sul settore dei semiconduttori, colpendo le aziende cinesi attive nell’ambito tecnologico.
Pechino accusa Washington di abusare delle politiche di controllo delle esportazioni, denunciando la “politicizzazione” e la “militarizzazione” di questioni economiche e tecnologiche. “Gli Stati Uniti hanno generalizzato il concetto di sicurezza nazionale e utilizzato le questioni economiche come arma”, hanno affermato fonti governative cinesi.
Gli effetti sul mercato globale
Questa escalation nelle tensioni commerciali rischia di avere ripercussioni significative sul mercato globale dei semiconduttori, settore già messo sotto pressione dalle restrizioni precedenti e dalla crisi delle forniture. I materiali oggetto delle nuove misure, come il gallio e il germanio, sono infatti difficilmente reperibili e vitali per la produzione di tecnologie all’avanguardia, dalle telecomunicazioni alle auto elettriche.
Le nuove politiche cinesi rappresentano un’ulteriore sfida per l’industria tecnologica americana, che già dipende da fornitori asiatici per materie prime e componenti chiave.
Una rivalità senza fine
La “guerra dei chip” è solo uno dei fronti della crescente competizione tra Cina e Stati Uniti, che si contendono il primato nel controllo delle tecnologie di prossima generazione. Con questa mossa, Pechino ribadisce la propria determinazione a difendere il settore strategico dei semiconduttori e a rispondere colpo su colpo alle iniziative americane.
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(con fonte AdnKronos)
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