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Siccità e temperature record mettono a rischio migliaia di ettari di bosco. L’estate del 2022 rischia di essere peggiore sul fronte incendi anche rispetto a quelle, già drammatiche, del 2017 e 2021: solo lo scorso anno sono andati in fumo più di 150 mila ettari. E le statistiche degli incendi nel mese di giugno 2022 non lasciano ben sperare. A lanciare l’allarme è il Pefc Italia: “Non si tratta più di essere pessimisti, ma semplicemente realisti”. Per questo è necessario mettere in pratica adeguate strategie di prevenzione, per non mandare in fumo ettari ed ettari di verde, subendo anche danni sociali ed economici incalcolabili. Per la stagione 2022, viste le attuali temperature, la siccità e le previsioni per luglio e agosto, si teme il peggio: le statistiche degli incendi in Italia nel mese di giugno 2022 sono già più alte di quelle del giugno 2021.

Pefc Italia, come garante della gestione sostenibile delle foreste, ribadisce che la prevenzione è la prima arma per salvare il patrimonio boschivo e limitare esborsi economici molto maggiori. È stato calcolato, infatti, che spegnere un incendio costa fino a 8 volte più che prevenirlo. Eppure nel nostro Paese la gestione attiva e il monitoraggio del patrimonio forestale, da sempre sostenuti dal Pefc come strategie fondamentali (responsabilità tanto dell’amministrazione pubblica quanto dei proprietari privati), sono finanziate e messe in pratica ancora in modo insufficiente.

“Mentre la pioggia continua a farsi aspettare e la siccità mette in ginocchio tanto il Nord quanto il Sud – commenta Francesco Dellagiacoma, presidente del Pefc Italia – proprio come lo stress idrico deve essere prevenuto e combattuto, così soltanto disponendo il massimo delle energie nella prevenzione degli incendi si potrà ridurre la probabilità, purtroppo molto alta, di passare le estati a spegnere incendi con la stessa acqua che dovremmo, invece, utilizzare per irrigare i campi”.

Tra le azioni necessarie a prevenire gli incendi (condizione per ottenere la certificazione di gestione sostenibile delle foreste nelle aree soggette a rischio incendio), Pefc Italia ribadisce ad esempio la programmazione nel taglio degli alberi (che facilita la crescita degli alberi più giovani e riduce quelli malati e secchi, molto più a rischio d’incendio) e la pulizia del sottobosco nelle aree a maggior rischio. Vanno tenuti sotto controllo e smaltiti adeguatamente anche i rifiuti abbandonati in prossimità delle aree boschive urbane e periurbane, molto pericolosi per la salute nel caso in cui prendessero fuoco.

Fondamentale è poi la creazione di punti d’acqua e la presenza di una viabilità forestale che permetta ai vigili del fuoco interventi rapidi e con attrezzatura adeguata in caso d’incendio. L’efficacia delle misure di prevenzione è dimostrata dal minor impatto degli incendi nelle aree certificate e soggette a gestione attiva. I singoli cittadini, sottolinea Pefc Italia, dovrebbero essere coinvolti attraverso adeguate campagne di sensibilizzazione che spieghino il legame tra benessere e difesa delle foreste: i boschi non soltanto tutelano l’equilibrio idrogeologico e producono ossigeno, ma immagazzinano grandi quantità di CO2 mitigando il surriscaldamento atmosferico; allo stesso modo, però, la rilasciano nel momento in cui vanno a fuoco.

Bisogna, dunque, avere bene a mente le norme basilari di sicurezza per evitare incendi di natura colposa. È sempre vietato, ad esempio, accendere fuochi al di fuori delle aree predisposte, e bisogna evitare di farlo in ogni caso se il vento è forte, perché braci e scintille potrebbero sollevarsi e dare fuoco alla vegetazione, non fumare e non usare fiammiferi, riportando sempre tutto a casa e smaltendo correttamente ogni rifiuto. In caso di incendio, bisogna immediatamente chiamare i Vigili del Fuoco (115), o le autorità preposte a livello locale, e allontanarsi in fretta.

(AdnKronos)

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