Primo Piano
Colloqui Usa-Iran senza accordo a Islamabad – VIDEO
Vance annuncia la fumata nera al termine dei negoziati in Pakistan. Restano aperti i nodi sul nucleare iraniano e sul controllo dello Stretto di Hormuz
I colloqui Usa-Iran senza accordo a Islamabad si chiudono dopo 21 ore di negoziati. Ad annunciare la fumata nera è il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, all’alba di domenica 12 aprile, al termine degli incontri in Pakistan.
“Abbiamo avuto discussioni sostanziali con gli iraniani”, ha dichiarato Vance, precisando però che non è stato raggiunto alcun risultato concreto. La delegazione americana rientra quindi negli Stati Uniti senza un’intesa, dopo aver definito i limiti negoziali e i margini di concessione. Accanto al vicepresidente erano presenti l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, incaricato dal presidente Donald Trump.
Washington sostiene di aver negoziato in buona fede, senza ottenere progressi. L’Iran non ha accettato i termini proposti dagli Stati Uniti, che hanno comunque lasciato sul tavolo una “offerta finale e migliore”, in attesa di una risposta da Teheran.
Il nodo principale resta il programma nucleare iraniano. Secondo Vance, manca un impegno chiaro e duraturo da parte di Teheran a non sviluppare armi atomiche e a non dotarsi delle capacità necessarie per ottenerle rapidamente. L’Iran dispone attualmente di circa 440 chili di uranio arricchito al 60%, quantitativo che consentirebbe un rapido avanzamento verso materiale utilizzabile per fini militari.
Durante le 21 ore di trattativa, la Casa Bianca è rimasta costantemente informata. Vance ha riferito di contatti ripetuti con Donald Trump e con i principali membri dell’amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom.
La posizione iraniana è stata diffusa inizialmente dalla televisione di Stato. Teheran attribuisce il mancato accordo alle “richieste eccessive” degli Stati Uniti, ritenute irragionevoli nonostante i tentativi della propria delegazione di proporre soluzioni alternative.
Parallelamente resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa il 20% del commercio mondiale di petrolio, paralizzato da settimane. Gli Stati Uniti hanno reso noto che i cacciatorpediniere Uss Frank E. Peterson e Uss Michael Murphy hanno attraversato l’area, avviando operazioni preliminari per lo sminamento, alle quali si aggiungeranno nei prossimi giorni ulteriori mezzi, inclusi droni sottomarini.
Dura la risposta delle Guardie della Rivoluzione, che rivendicano il controllo dello stretto e minacciano una reazione a eventuali presenze militari straniere.
Nel corso della giornata di sabato, mentre i negoziati erano ancora in corso, il presidente Donald Trump aveva più volte ridimensionato il peso di un possibile accordo, sostenendo che la posizione degli Stati Uniti resterebbe comunque di forza.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
