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Guerra Iran, Teheran minaccia azioni schiaccianti in risposta a Trump
Risposta a Trump dopo le minacce, mentre il presidente annuncia nuovi attacchi e parla di fine vicina del conflitto
La guerra Iran Usa entra in una nuova fase di tensione con la risposta di Teheran alle minacce di Donald Trump. Il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya ha promesso “azioni schiaccianti”, parlando di un conflitto destinato a proseguire “fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa”.
Il messaggio, diffuso dalla televisione di Stato, arriva dopo le parole del presidente americano che ha evocato la possibilità di riportare l’Iran “all’età della pietra”. “Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive”, si legge nel comunicato iraniano.
Nel suo primo discorso alla nazione dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti sono “molto vicini a completare gli obiettivi strategici”. Il presidente ha indicato un orizzonte di “due o tre settimane” per chiudere le operazioni, senza fornire una data precisa.
“Finiremo il lavoro, e lo finiremo molto in fretta”, ha detto in un intervento durato 19 minuti, rivendicando “vittorie rapide, decisive e schiaccianti”. Secondo Trump, Washington è sulla strada per completare a breve tutti gli obiettivi militari, con la promessa di colpire “con estrema durezza”.
Il presidente ha inoltre ribadito che l’Iran non potrà ottenere un’arma nucleare e ha lasciato intendere la possibilità di nuovi attacchi, anche contro infrastrutture strategiche come quelle energetiche. Allo stesso tempo ha sostenuto che, pur non essendo stato un obiettivo iniziale, un cambio di leadership a Teheran sarebbe già avvenuto dopo la morte dei vertici precedenti.
Sul terreno, continuano gli scambi di attacchi missilistici in Medio Oriente, con segnalazioni di allarmi soprattutto in Israele, dove i sistemi di difesa restano impegnati nell’intercettazione di razzi attribuiti all’Iran o ai suoi alleati.
Trump ha parlato anche di “discussioni in corso” per una possibile conclusione della guerra, mentre da Teheran è arrivata più volte una smentita sull’esistenza di negoziati diretti. Anche le agenzie di intelligence americane ritengono che, al momento, non vi sia disponibilità iraniana al dialogo.
Nonostante le affermazioni della Casa Bianca, resta incerto il livello effettivo dei risultati militari. Parte dell’arsenale missilistico iraniano risulta ancora operativo e Teheran continua a lanciare missili nella regione. Il Paese mantiene inoltre scorte di uranio altamente arricchito, mentre Washington valuta diverse opzioni, comprese possibili operazioni per il controllo di aree strategiche come l’isola di Kharg, snodo chiave per l’export petrolifero iraniano.
Nel discorso, Trump ha indicato che i bombardamenti potrebbero iniziare a diminuire nei prossimi giorni, presentando l’offensiva come una risposta a decenni di ostilità da parte dell’Iran.
Resta aperto anche il nodo dello Stretto di Hormuz. Il presidente ha attribuito alle altre nazioni la responsabilità di garantirne la sicurezza, dopo aver criticato gli alleati per il mancato intervento. Teheran, da parte sua, ha ribadito la volontà di continuare il confronto.
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(con fonte AdnKronos)

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