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Garlasco, la Procura mostra le prove a Sempio: lui tace, decisiva intercettazione in auto
Interrogatorio a Pavia: Dna, impronta 33 e soprattutto le parole captate nel 2025. La difesa: “Tutto spiegabile”
PAVIA — La Procura espone gli elementi raccolti, Andrea Sempio ascolta e non risponde. Nell’interrogatorio di oggi, mercoledì 6 maggio, durato circa tre ore e mezza, i magistrati hanno contestato punto per punto il quadro accusatorio nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. Il 38enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Le prove: Dna e impronta 33
Davanti al procuratore aggiunto Stefano Civardi e ai pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, sono stati illustrati gli elementi raccolti in un anno e mezzo di indagini.
Tra questi, la compatibilità del Dna — limitata alla linea maschile — con quello trovato sotto le unghie della vittima e l’impronta 33 sulla scala della villetta di Garlasco, che per gli inquirenti sarebbe dell’aggressore. Entrambi i punti sono contestati dalla difesa.
Il movente e le chat “Andreas”
La Procura non ritiene credibile l’alibi legato allo scontrino di un parcheggio a Vigevano e lavora sull’ipotesi di un movente legato al rifiuto di avances.
In questo contesto si inseriscono le chat firmate “Andreas”, che secondo gli investigatori mostrerebbero un’ossessione verso una ragazza. La difesa sostiene invece che non si tratti di Chiara Poggi.
L’intercettazione: le frasi captate in auto
Elemento centrale dell’impianto accusatorio è l’intercettazione ambientale del 14 aprile 2025, registrata nell’auto di Sempio circa un mese dopo aver appreso delle nuove indagini.
Secondo quanto riportato negli atti, parlando da solo l’indagato dice:
“Ho visto il video di Chiara e Alberto”.
E ancora, ricostruendo un presunto dialogo:
“Lei ha detto: ‘non ci voglio parlare con te’”, imitandone la voce.
Poi: “Io le ho detto ‘riusciamo a vederci?’”.
E aggiunge: “Lei mi ha messo giù… ha messo giù il telefono”.
In un altro passaggio:
“Ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo”.
E ancora, con riferimenti a un video:
“Anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… io ce l’ho dentro la penna”.
La difesa: “Interpretazione errata”
I legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti respingono la lettura della Procura.
Secondo la difesa, Sempio stava commentando notizie televisive e “scimmiottando” possibili dialoghi, senza alcun riferimento reale ai fatti. “Non c’è nulla di nuovo, è tutto spiegabile”, è la posizione ribadita.
Marco Poggi: “Nessun rapporto con Chiara”
Sentito come testimone, Marco Poggi ha confermato la versione già resa: nessun rapporto tra la sorella e Sempio e nessuna conoscenza dei video presenti nel computer di casa.
Ha inoltre ribadito la convinzione sull’innocenza dell’amico, anche rispetto agli elementi contestati dalla Procura.
Indagini ancora aperte
I magistrati hanno chiarito che le indagini non sono concluse. Sempio resta l’unico indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.
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(con fonte AdnKronos)

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