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Trump boccia proposta Iran e guarda già a Cuba
Il presidente Usa respinge l’offerta di Teheran e, mentre restano aperte le opzioni, rilancia sul dossier cubano
Donald Trump boccia la nuova proposta dell’Iran e raffredda le prospettive di un accordo, mentre nelle stesse ore torna a parlare di Cuba. Nel giardino della Casa Bianca, rispondendo ai giornalisti, il presidente degli Stati Uniti definisce “non soddisfacente” l’offerta trasmessa da Teheran attraverso il Pakistan, impegnato nella mediazione.
“Non sono contento”, afferma, sintetizzando il giudizio sulla proposta iraniana. La posizione della Casa Bianca resta invariata: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari, punto considerato centrale in ogni trattativa. Trump descrive una leadership divisa a Teheran e un contesto interno incerto, sostenendo che anche le componenti più rigide sarebbero orientate verso un’intesa, pur in una situazione che definisce caotica.
Secondo il presidente, l’Iran avrebbe avanzato richieste non accettabili, rendendo difficile un’intesa a breve. I negoziati restano aperti, ma sul tavolo rimangono anche scenari alternativi. Trump non esclude un’escalation e conferma di essere stato aggiornato su possibili piani d’attacco, sottolineando il rafforzamento delle capacità militari statunitensi. “Abbiamo più armi che mai”, dice, lasciando intendere che tutte le opzioni restano disponibili.
La linea americana si muove quindi tra il proseguimento dei colloqui e la possibilità di un intervento più deciso. Trump insiste sulla necessità di impedire a Teheran l’accesso all’arma nucleare, indicando questo obiettivo come non negoziabile.
Nelle stesse ore, il presidente allarga il discorso ad altri scenari. Durante un evento in Florida torna a parlare di Cuba, evocando – con tono scherzoso – la possibilità che gli Stati Uniti possano prenderne il controllo. Il riferimento arriva collegando direttamente il tema agli sviluppi in Medio Oriente.
“Prima ne finiremo una”, afferma riferendosi all’Iran, “poi penseremo al resto”, suggerendo che il dossier cubano possa diventare una priorità successiva. Nel suo intervento cita anche la possibilità di impiegare una grande unità navale, come la portaerei Uss Abraham Lincoln, immaginando una risposta favorevole da parte delle autorità cubane.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio di un inasprimento delle sanzioni statunitensi contro l’isola. Cuba ha già definito le nuove misure “illegali” e “abusive”.
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(con fonte AdnKronos)

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