News
Sciopero scuola 6 e 7 maggio, lezioni a rischio in tutta Italia
Cobas e Usb guidano la protesta contro Invalsi e riforma dei tecnici. Coinvolti docenti, Ata e dirigenti
Lezioni a rischio in tutta Italia mercoledì 6 e giovedì 7 maggio per lo sciopero scuola 6 e 7 maggio indetto da diverse sigle sindacali, tra cui Cobas e Usb. Alla mobilitazione aderiscono insegnanti, personale Ata e dirigenti scolastici, con manifestazioni previste in decine di città.
La protesta prende di mira in primo luogo le prove Invalsi, in programma proprio nei due giorni nelle scuole primarie. Secondo Cobas Scuola, si tratta di test “inutili e dannosi”, incapaci di misurare realmente le competenze e responsabili di aver diffuso pratiche didattiche orientate esclusivamente alla preparazione delle prove, sottraendo spazio alla didattica attiva.
Tra le rivendicazioni figura anche il ritiro della riforma degli istituti tecnici. Il sindacato contesta la riduzione del curricolo nazionale di 132 ore e il taglio di materie come Geografia, Italiano e seconda lingua straniera. Critiche anche all’accorpamento delle discipline Stem nella materia “Scienze sperimentali”, ritenuto causa di esuberi, e all’anticipo dell’alternanza scuola-lavoro al secondo anno, che trasformerebbe gli studenti quindicenni in apprendisti precoci.
Usb collega lo sciopero anche a temi più ampi, dichiarando l’opposizione alla guerra, alla militarizzazione della scuola e della società e alla leva obbligatoria.
Sul piano economico, Cobas Scuola chiede il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto perso da docenti e Ata negli ultimi 30 anni, giudicando insufficienti gli aumenti del 6% previsti dal contratto recentemente firmato rispetto a un’inflazione del 14,8% nell’ultimo triennio. Tra le richieste anche maggiori risorse per le pensioni e il superamento del Fondo Espero, considerato una forma di privatizzazione della previdenza.
Un altro nodo riguarda il precariato. Il sindacato chiede l’assunzione su tutti i posti disponibili e il ripristino del “doppio canale” per stabilizzare oltre 200.000 docenti e Ata, oggi in condizioni di instabilità lavorativa. Viene inoltre proposta l’introduzione del ruolo unico docente, dall’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, per superare le differenze contrattuali e di carriera.
Tra i motivi della mobilitazione rientrano anche le Indicazioni Nazionali 2025, criticate perché ritenute ideologiche, e l’opposizione all’Autonomia differenziata, giudicata in grado di ampliare le disuguaglianze territoriali nei servizi e nei diritti, a partire da istruzione e sanità.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login