Rottura Trump-Musk: amministrazione fa marcia indietro sui licenziamenti
Dopo lo scontro con il presidente, Elon Musk esce di scena e l’amministrazione riammette i funzionari allontanati dal suo dipartimento. A pagarne le spese il popolo Usa
È rottura definitiva tra Donald Trump ed Elon Musk. Dopo settimane di tensioni, la collaborazione tra il presidente e l’imprenditore è ufficialmente terminata. L’uscita di Musk dall’amministrazione è seguita da una retromarcia strategica: il governo ha iniziato ad annullare numerosi licenziamenti promossi dal Doge, il dipartimento per l’efficienza pubblica diretto dallo stesso Musk.
Funzionari della Food and Drug Administration, del Fisco e del dipartimento di Stato, allontanati nei mesi scorsi, sono ora oggetto di richiami. Il piano di tagli, presentato come una riforma radicale, ha finito per minacciare l’operatività della macchina pubblica, creando vuoti che oggi il governo tenta faticosamente di colmare.
L’amministrazione sta cercando di riassumere non solo i licenziati ma anche chi aveva accettato incentivi per dimettersi. Tuttavia, molti di loro, prossimi alla pensione o ormai inseriti nel settore privato, non sono intenzionati a tornare. Intanto, chi è rimasto in servizio si trova a coprire mansioni aggiuntive, con organici ridotti e carichi crescenti.
Una situazione che riflette ancora una volta lo schema tipico di Trump: gli errori sono sempre degli altri, ma a pagarne il conto – tra inefficienze, disagi e caos amministrativo – sarà, come sempre, il popolo americano.
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(con fonte AdnKronos)
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