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Trump valuta misure contro la Spagna nella Nato, ipotesi sospensione
Mail interna del Pentagono ipotizza azioni contro gli alleati “riluttanti”. Madrid replica: “Solo su atti ufficiali”
Gli Stati Uniti valutano possibili misure nei confronti della Spagna nell’ambito della NATO. È quanto emerge da una mail interna del Pentagono, rivelata da Reuters, in cui vengono ipotizzate diverse opzioni per esercitare pressione sugli alleati considerati poco collaborativi.
Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbe anche una sospensione della Spagna da incarichi rilevanti nell’Alleanza, in risposta al mancato sostegno alle operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran e alla riluttanza nel concedere diritti di accesso, basi e sorvolo (il cosiddetto “Abo”, Access, Basing, Overflight).
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nelle ultime settimane, aveva già espresso pubblicamente critiche nei confronti di Madrid, accusando il governo guidato da Pedro Sánchez di un contributo insufficiente alla difesa comune e al bilancio Nato.
Secondo quanto riportato, l’obiettivo delle opzioni contenute nella mail sarebbe quello di inviare un segnale politico forte agli alleati europei, spingendoli a un maggiore impegno. La sospensione della Spagna, in particolare, avrebbe un impatto militare limitato ma un forte valore simbolico.
Il documento non prevede un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato né la chiusura delle basi in Europa, ma non esclude possibili revisioni della presenza militare americana sul continente.
Dal Pentagono, il portavoce Kingsley Wilson ha ribadito la linea dell’amministrazione, sottolineando la necessità che gli alleati contribuiscano in modo più significativo. Nessun commento, invece, su decisioni concrete o deliberazioni interne.
Immediata la replica di Madrid. Il premier Sánchez, intervenendo da Nicosia a margine di un Consiglio europeo informale, ha chiarito che il governo spagnolo si basa esclusivamente su atti ufficiali. La posizione resta quella di una “collaborazione assoluta con gli alleati”, ma sempre nel rispetto del diritto internazionale.
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(con fonte AdnKronos)

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