Maltempo, frane e dissesto idrogeologico: il costo insostenibile dei ritardi
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L’ennesima frana, dispersi, il rischio di dover contare ancora i morti. La fotografia scattata oggi a Ischia è la stessa che si ripropone, sempre con maggiore frequenza, a ogni ondata di maltempo. Il clima sta cambiando, i fattori atmosferici sono più intensi, ma resta un tema ineludibile: il territorio va messo in sicurezza. Ci sono aree più sensibili, realtà in cui una perturbazione forte può portare devastazione. Ischia, Stromboli questa estate, le Marche a Senigallia. Servono interventi mirati, urgenti, ogni ritardo ha un costo insostenibile.
Per decenni, a mancare sono stati i soldi. Oggi, invece, ci sono anche le risorse. Quasi 70 miliardi di euro del Pnrr sono stati stanziati per la tutela dell’ambiente e, di questi, 8,5 miliardi sono destinati al contrasto al dissesto idrogeologico. Sono soldi che dovranno servire ad aiutare i singoli comuni nella messa in sicurezza del territorio.
Gli obiettivi indicati sono proprio quelli che servono a dare risposte a casi specifici, come quello di Ischia: la prevenzione e il contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici sui fenomeni di instabilità idrogeologica e sulla vulnerabilità del territorio. Si parla espressamente di interventi strutturali e non strutturali per la gestione del rischio di alluvioni e la riduzione del rischio idrogeologico. Ci sono anche 500 milioni per un sistema di prevenzione, che attraverso l’elaborazione e la gestione di dati può consentire di individuare e prevedere i rischi sul territorio.
Quattro procedure di gara, in particolare, hanno dotazioni finanziare consistenti per coprire i lavori, divisi in più lotti, da eseguire nel Lazio, in Campania, in Calabria, in Sicilia, in Sardegna, in Piemonte, in Liguria e in Lombardia. Il loro obiettivo è quello di affidare i servizi di architettura e di ingegneria per la rifunzionalizzazione ecosostenibile di strutture edilizie pubbliche esistenti sottoposte a tutela, di aree e spazi pubblici e di vie di collegamento, incluse quelle ciclabili, per una mobilità sostenibile.
Il problema, come sempre, è riuscire a spendere le somme stanziate con progetti efficaci, ed efficienti, e in tempi ragionevoli. Per provare almeno a ridurre le situazioni di emergenza e non dover assistere inermi alle catastrofi, come quella che si sta consumando in queste ore a Ischia. (di Fabio Insenga)
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(AdnKronos)
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