News
Via libera del Cdm al decreto sul salario giusto: incentivi legati alle retribuzioni
Quasi un miliardo per occupazione giovanile, femminile e Zes: accesso solo con applicazione del “salario giusto”
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto sul cosiddetto “salario giusto”, approvato nella giornata di martedì 28 aprile. Il provvedimento rappresenta, nelle intenzioni del governo, un tassello della strategia complessiva per rafforzare l’occupazione, con particolare attenzione alla qualità e alla stabilità del lavoro.
Il decreto stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni incentivi occupazionali già esistenti, in particolare quelli destinati all’assunzione di giovani under 35, donne e lavoratori nelle aree Zes. La novità principale riguarda però le condizioni di accesso: le aziende potranno beneficiare degli incentivi solo se garantiranno ai dipendenti quello che viene definito “salario giusto”.
Per salario giusto si intende il trattamento economico complessivo riconosciuto al lavoratore, che non si limita alla paga oraria ma include tutte le componenti economiche previste dal contratto.
Secondo quanto illustrato in conferenza stampa, la misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche sul lavoro che, secondo i dati richiamati dal governo, avrebbe già prodotto un aumento dell’occupazione complessiva, una crescita del lavoro stabile e una riduzione della precarietà. Tra gli elementi evidenziati anche l’incremento del tasso di occupazione femminile e la diminuzione della disoccupazione, sia generale sia giovanile.
Sul fronte del caro carburanti, l’esecutivo sta valutando una possibile proroga del taglio delle accise. L’eventuale intervento potrebbe essere più breve rispetto ai precedenti e non necessariamente uniforme: allo studio anche misure più incisive sul gasolio, che ha registrato aumenti più marcati rispetto alla benzina.
Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche del caso relativo alla grazia a Nicole Minetti. Sul tema, è stato ribadito che l’iter del provvedimento ha seguito le procedure previste e che eventuali ulteriori verifiche sono affidate alle autorità competenti. È stata inoltre esclusa, allo stato attuale, l’ipotesi di dimissioni del ministro della Giustizia.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login