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Giorgia Meloni: la crisi in Medio Oriente e le condizioni delle basi americane in Italia
La presidente del Consiglio illustra in Senato le strategie italiane tra diplomazia, sicurezza e relazioni con partner europei e regionali, ribadendo l’assenza di coinvolgimento militare diretto
La crisi in Medio Oriente investe direttamente la sicurezza, l’economia e gli interessi italiani ed europei. Lo ha sottolineato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni in Senato sulla situazione in Iran e in vista del prossimo Consiglio europeo.
“Si tratta di una crisi complessa, tra le più articolate degli ultimi decenni, che richiede lucidità e serietà. Mi auguro che possa essere affrontata con spirito costruttivo e coesione, evitando la polarizzazione politica che ostacola un’analisi profonda”, ha dichiarato Meloni.
La premier ha evidenziato la necessità di unità nazionale, senza escludere il confronto parlamentare: “Non cerco di neutralizzare l’opposizione, ma un scenario come questo impone responsabilità e capacità di adattare le decisioni alla rapidità degli eventi. A nome del governo esprimo ferma condanna per la strage delle bambine avvenuta a Minab”.
Meloni ha ribadito la presenza costante dei ministri Tajani e Crosetto per garantire un coordinamento con il Parlamento e ha chiarito che il governo italiano non partecipa a interventi militari contro l’Iran: “Non siamo complice di decisioni altrui né isolati in Europa. Le conseguenze economiche della crisi sui cittadini e sulle imprese non ricadono sulla responsabilità del governo italiano”.
La premier ha evidenziato la crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, con particolare riferimento all’invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “È in questo contesto che vanno collocati gli interventi americani e israeliani contro l’Iran, dai quali l’Italia resta distante. L’escalation militare è stata finora evitata grazie al dialogo con Oman e Qatar”, ha precisato.
Meloni ha ricordato l’origine della conflittualità attuale, evidenziando l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e il sostegno fornito dall’Iran a vari gruppi armati nella regione, incluse forniture di droni alla Russia.
Il governo italiano sta affrontando la crisi con cautela, in raccordo con partner europei e regionali, attraverso strumenti diplomatici, militari e di sicurezza, nonché sul piano economico interno. La premier ha citato i contatti con il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro britannico Starmer e il presidente francese Macron per coordinare le risposte nazionali e valutare le ripercussioni economiche e di sicurezza, inclusa la sicurezza energetica e alimentare.
“Si deve lavorare sul piano diplomatico per verificare possibili margini di negoziazione, ma finché l’Iran continuerà con attacchi ingiustificati verso i Paesi del Golfo e altri Stati della regione, ogni trattativa resta complessa”, ha aggiunto.
Meloni ha infine precisato la posizione sulle basi americane in Italia, ricordando gli accordi del 1954 aggiornati dai governi precedenti: “Eventuali richieste di uso delle basi per operazioni non previste verrebbero valutate dal Parlamento. Al momento non è pervenuta alcuna richiesta e l’Italia non è in guerra né intende entrare in guerra”.
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(con fonte AdnKronos)

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